3 Febbraio 2015

Serd, inchiesta su progetti per 50 milioni

Serd, inchiesta su progetti per 50 milioni

Una lettera del dicembre 2013 firmata da sei medici del Ser.D e spedita alla Ciditech, la ditta che da anni era fornitrice dei servizi informatici in favore del Dipartimento delle Dipendenze, nella quale si chiedeva il pagamento di 100mila euro per aver «contribuito alla elaborazione della piattaforma informatica denominata mFp». Una richiesta che, stando all’ esposto depositato in Procura, era stata avanzata anche un anno prima dal dottor Giovani Serpelloni (cioè nel 2012) al legale rappresentante della srl che dal 1998 aveva mantenuto il sistema di software e che è detentrice dei diritti tecnologici. Richiesta che, all’ epoca, era stata giustificata come una sorta di compenso per una delle collaboratrici del Ser.D, ma il pagamento non si verificò nè allora nè in seguito. Quello che accadde poi fu, da parte del Servizio per le dipendenze, la rivendicazione dei diritti intellettuali sul mFp (acronimo di multifunctional platform) e nel marzo del 2014 la rinnovata richiesta di denaro. Questa lettera e quella del dicembre 2013 (in cui il dottor Serpelloni dava atto di una «mancata collaborazione) vennero inviate anche al direttore generale dell’ Ulss 20, Maria Giuseppina Bonavina. A fine marzo il dottor Maurizio Gomma, dirigente del Ser.D, confermando in un’ altra mail la richiesta di denaro a Ciditech, specificò «di devolvere le somme ad essi spettanti alla Caritas e non più all’ Ulss 20». LE RICHIESTE E L’ ESPOSTO. Da qui sfaccettature differenti: da una parte i provvedimenti disciplinari adottati dall’ Azienda nei confronti dei medici e la parallela indagine della Guardia di Finanza relativa alle attività di progettazione del Dipartimento delle Dipendenze finanziate dal Dipartimento nazionale politiche antidroga; dall’ altra un esposto-denuncia depositato nel novembre 2014 dall’ avvocato Luca Tirapelle per conto di Ciditech, con la richiesta di verificare la legittimità dell’ operato del «team di medici» del Ser.D. oltre che del Codacons e della ditta che si è aggiudicata la gara di manutenzione centralizzata della piattaforma mFp. E nove persone sono iscritte nel registro degli indagati. Vari i reati ipotizzati dal pm Paolo Sachar anche perchè i comportamenti descritti in sessanta pagine dell’ atto si tradurrebbero, a vario titolo, in concussione, estorsione, abuso d’ ufficio, tentata truffa, turbata libertà degli incanti, calunnia, falsità di atti, soppressione o occultamento di atti e infine accesso abusivo al sistema informatico. Lo scenario è più ampio e complesso, anche perchè il Codacons ha promosso ricorso al Tar contro l’ Ulss 20 per l’ annullamento delle concessioni in riuso della piattaforma (e i tre medici avrebbero ceduto all’ organismo che tutela i consumatori i diritti sulla mFp che in realtà è di proprietà dell’ Ulss 20 che pagò, insieme alla Regione Veneto, il software concesso poi in licenza d’ uso gratuito), i medici sono stati, uno dopo l’ altro, sospesi o licenziati e l’ altra indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, prosegue. E a fronte dei centomila euro «chiesti» dai medici del Ser.D, i progetti finanziati dal Dipartimento nazionale dal 2008 a tutt’ oggi superano i 50 milioni di euro. I PROGETTI MILIONARI. Il licenziamento del dottor Maurizio Gomma che ha diretto il Ser.D nel periodo in cui Giovanni Serpelloni era a Roma, a capo del Dipartimento politiche antidroga al Ministero, scaturisce dopo alcuni accessi della Guardia di Finanza volti a verificare l’ utilizzo di denari erogati da Roma tra il 2010 e il 2013 (quando cioè Serpelloni poteva contare, per le politiche antidroga, su svariati finanziamenti) per progetti che erano gestiti dall’ Ulss. Ma dei quali la direzione generale nulla sapeva. E dei quali è venuta a conoscenza solo in seguito all’ accesso della Finanza. In aprile infatti, il dg Bonavina (dopo aver ricevuto la lettera inviata a Ciditech) aveva dato disposizioni affinché venisse effettuata una verifica sull’ iter seguito per la predisposizione e adozione di delibere per finanziamenti che sulla carta erano stati ricevuti dall’ Azienda e che riguardavano, appunto «l’ attività di progettazione». In seguito a quel controllo emerse un ulteriore aspetto «critico», cioè la gestione da parte del personale del Dipartimento delle dipendenze dei progetti finanziati e la convenzione con l’ Associazione European Institute of Health Promotion (EIHP). Emerse anche che il Dipartimento aveva fatto in modo che venissero pagate ai prestatori d’ opera e ai fornitori somme considerevoli per ogni singolo progetto. Il dg Bonavina in luglio ha sospeso l’ efficacia dei contratti tra Ulss 20 e EIHP. Gli accertamenti proseguono.

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