17 Aprile 2016

Serd, esposti e software L’ indagine si allunga

Serd, esposti e software L’ indagine si allunga

Da una parte i licenziamenti adottati dall’ Ulss 20 – poi annullati dal giudice del Lavoro per un vizio di forma – dall’ altra il prosieguo dell’ indagine penale che coinvolge sette medici (alcuni in servizio al Ser.D) e il presidente di Codacons, Giuseppe Ursini. Un’ indagine iniziata in seguito all’ esposto depositato da Ciditech, la ditta che è stata per anni fornitrice dei servizi informatici per il Dipartimento delle Dipendenze, nella quale si ipotizzavano comportamenti non legittimi da parte dell’ allora, e attuale, direttore, dottor Giovanni Serpelloni, e di alcuni dei suoi collaboratori: Maurizio Gomma, Oliviero Bosco, Umberto Galvan, Mario Cruciani, Stefano Nardi e Claudia Rimondo. L’ esposto-denuncia comportò l’ apertura di un fascicolo per concussione, truffa e frode informatica (questi tre nella forma del tentativo), accesso abusivo al sistema informatico, turbata libertà negli incanti, calunnia, falsità materiale in atti pubblici e soppressione e distruzione di atti. L’ iscrizione nel registro degli indagati avvenne a fine 2014, poco dopo il deposito dell’ atto di Ciditech, ma l’ indagine tuttavia necessita di ulteriori approfondimenti ed è per questo che il pm Paolo Sachar, titolare del fascicolo, ha chiesto – in dicembre – la proroga di sei mesi, avviso che alcune settimane fa è stata notificato agli indagati. Nessuna incolpazione al momento, solo i reati per i quali da un anno la procura sta cercando riscontri, e solo allo scadere dei sei mesi, quindi tra maggio e giugno, il sostituto procuratore deciderà se formulare l’ incolpazione provvisoria o, ritenendo che non vi siano elementi, far decadere l’ indagine.Questo uno dei fronti aperti dal pm Sachar che ruota attorno al software mFp, alla lettera firmata da sei medici nel dicembre 2013 e spedita a Ciditech nella quale si chiedeva il pagamento di 100mila euro per «aver contribuito alla elaborazione della piattaforma informatica denominata mFp».Ne era stata spedita un’ altra, sempre a Ciditech (detentrice dei diritti tecnologici) l’ anno precedente. Poi il Servizio per le Dipendenze rivendicò i diritti intellettuali sul multifunctional platform e nel 2014 venne chiesto ancora denaro specificando (e all’ epoca il direttore era Gomma) che la somma avrebbe dovuto essere devoluta da Ciditech alla Caritas e non più all’ Ulss 20. Ed entrambe le missive arrivarono sul tavolo dell’ allora dg Maria Giuseppina Bonavina.Ma non è l’ unico fronte che riguarda l’ attività del Ser.D.: nell’ aprile 2014, dopo che Giovanni Serpelloni lasciò l’ incarico al vertice del Dipartimento politiche antidroga a Roma, che ricopriva dal 2008, la Guardia di Finanza si spostò in via Valverde, sede dell’ Ulss, per verificare – su incarico della Procura capitolina – l’ utilizzo dei denari erogati dal Dipartimento tra il 2010 e il 2013 per progetti gestiti dall’ Ulss ma dei quali la direzione generale non era a conoscenza. Dopo aver ricevuto la lettera inviata dal Ser.D a Ciditech, l’ ex dg diede disposizioni agli uffici affinchè venisse eseguita una verifica sull’«iter seguito per la predisposizione e adozione di delibere aventi ad oggetto attività di progettazione del Dipartimento» finanziate da Roma. Emersero altre criticità, una su molte il fatto che l’ Eihp (l’ associazione che in convenzione lavorava sui progetti), utilizzasse risorse umane e tecnologiche dell’ Azienda. E l’ Ulss risolse immediatamente i contratti. Ma questa è un’ altra indagine.o COPYRIGHT.
 

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