31 Marzo 2007

Serata Codacons, e fioccano le lamentele

Tema: l`anatocismo. Ma poi si parla di bollette della Trenta, di telefono e di Itea Il cittadino vuole capire
Serata Codacons, e fioccano le lamentele

Chiarezza, trasparenza, correttezza. I cittadini roveretani vogliono tutto questo, innanzi tutto. Di qualsiasi argomento si tratti, qualsiasi sia l`interlocutore di turno: tour operator, compagnie telefoniche, trust dell`alimentazione, assicurazioni e finanziarie. Non mancano di ribadirlo, non appena si presenti l`occasione di alzare la mano e aprire bocca. Ecco allora che una conferenza d`argomento tutt`altro che generico e “digeribile“ si trasforma nel momento privilegiato per manifestare insofferenze, proporre quesiti, sollecitare assistenza e invocare solidarietà. Così è stato per l`incontro organizzato ieri l`altro da Codacons e Ambiente e Società “Anatocismo e vizi bancari. Quale tutela per il consumatore?“. Il primo di una serie di appuntamenti dedicati all`informazione e alla responsabilizzazione dei consumatori aveva lo scopo precipuo di mettere in guardia i correntisti e spingerli a richiedere la consulenza di esperti in grado di scovare il vizio, ove presente. Accanto a Roberto Passamani di Ambiente e Società e a Gloria Canestrini di Codacons, l`avvocato Gloria Valentini ha illustrato nel dettaglio la questione decisamente ostica, e per questo particolarmente insidiosa, dell`anatocismo: una pratica diffusa presso alcuni istituti bancari seppure vietata dal Codice Civile perché prossima all`usura, che prevede la capitalizzazione degli interessi, dunque la crescita esponenziale del capitale (e del debito, nel caso di uno scoperto). Insomma, il meccanismo perverso per cui, davanti ad un tasso di interesse del 20%, 100 milioni delle vecchie lire diventerebbero, in dieci anni, 700. Una causa pilota, proprio a Rovereto, ha portato ai primi rimborsi. L`intervento ha prodotto nell`uditorio reazioni decisamente vivaci. Tante le precisazioni richieste: sulla possibilità di intentare cause collettive all`istituto colpevole, sulla documentazione necessaria al calcolo dell`interesse, sul da farsi, nel caso in cui il conteggio riveli l`anatocismo, sulla diffusione del pericolo e sulla sua territorialità. Tantissime le osservazioni e i quesiti sottoposti all`attenzione dei relatori a fronte del timore del sopruso: chi lamenta l`indiscrezione delle banche, che “non sembrano dare troppo peso alla tutela della privacy“; chi non capisce perché l`Itea chieda ad un pensionato di pagare nello stessa mensilità affitto e conguaglio, e “perché mai le bollette nascondano in fogli e fogli di frasi indecifrabili quel che si direbbe in poche righe“; chi (e sono tanti) si interroga sul computo delle tariffe della Trenta. Manifestando, una volta in più, il bisogno di essere difeso. O di ricevere almeno gli strumenti per farlo da solo.

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