12 Febbraio 2009

Sequestrato il residence sul mare

Sequestrato il residence sul mare La Abruzzo P & R: «Motivazioni infondate. Mai invasa la spiaggia di Francavilla» La procura ha apposto i sigilli al resort in costruzione «Le Vele» e inviato quattro avvisi di garanzia per abuso edilizio

 FRANCAVILLA AL MARE La Procura della Repubblica di Chieti ha rotto gli indugi e ha disposto il sequestro del cantiere per la realizzazione del residence «le Vele» in viale Alcyone a Francavilla al Mare (proprio al confine con Pescara), da mesi al centro di polemiche e di accertamenti giudiziari, e ha inviato quattro informazioni di garanzia nelle quali si ipotizza il reato di abuso edilizio. Il sequestro è stato eseguito ieri mattina da carabinieri, vigili urbani e capitaneria di Porto di Ortona a 24 ore di distanza dalla decisione del Comune adriatico di disporre la sospensiva della concessione a costruire. I destinatari delle informazioni di garanzia (atti dovuti visto il ruolo ricoperto dagli avvisati) sono Fernando Di Paolo, 53enne di Tortoreto, residente a Monaco, titolare della ditta proprietaria dell’opera, Marcello Morrone, di Chieti, Rocco Antonucci, di Francavilla, progettista dell’opera, e Luciano Felicioni di Tortoreto, titolare dell’impresa costruttrice. Gli esposti finiti sul tavolo del pm di Chieti Rosangela Di Stefano hanno evidentemente prodotto i loro effetti. Una serie di atti finiti a palazzo di giustizia e nei quali di chiedeva a più riprese di indagare sulla legittimità della licenza rilasciata dal comune di Francavilla (la n.56 del 28 aprile 2008, con scadenza ad aprile 2011) e sulla regolarità delle autorizzazioni (in particolare della documentazione fornita dal progettista, quindi del nulla osta dell’Agezia delle Dogane di Pescara e della Capitaneria di Porto di Ortona).  Inoltre il Codacons aveva sollevato l’ipotesi che gli edifici ricadessero in parte sul demanio, cioè sulla spiaggia («in un’area inedificabile con un vincolo naturalistico A2, poi divenuta area edificabile B2 contro i dettami della L.765/67, D.M.1444/68 sugli standard minimi urbanistici»). Il complesso turistico alberghiero, che intanto è «sbocciato» in buona parte (vedi foto), prevede la realizzazione di 70 appartamenti in quattro palazzine adiacenti. Appresa la notizia del sequestro cautelativo, le associazioni Ecoistituto Abruzzo, Italia Nostra, Marevivo e Mila Donnambiente hanno espresso tutta la loro soddisfazione: «Non ci siamo fermati – dice Edvige Ricci a nome delle associazioni – dinanzi a chi diceva che tutto era in regola, perchè non potevamo rassegnarci all’idea che si potesse concedere a qualcuno di edificare ben quattro palazzi sulla sabbia». In una nota, la società «Abruzzo Property & Resort», proprietaria del cantiere Residence Le Vele afferma intanto che «le motivazioni addotte nell’ordinanza di sequestro si riveleranno infondate» e che «l’intervento immobiliare è eseguito in conformità di un Piano Particolareggiato previsto dal Piano Regolatore e che ha già ricevuto il nulla osta della Capitaneria di Porto ex articolo 55 il 19 ottobre 2001» e che «non è stata occupata alcuna area demaniale».

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