Sequestrato il cantiere. Muratore precipita e muore davanti al figlio
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fonte:
- Corriere Adriatico
Muore all`ora di pranzo, precipitando dal ponteggio del cantiere edile nel quale stava lavorando. Un altro infortunio sul lavoro, un`altra vittima. L`ennesima. Sante Guida, detto Santino, aveva 54 anni, sposato e padre di quattro figli. Era di Palermo, domiciliato a Borghetto di Monte San Vito con la famiglia. Perché la ditta per cui lavorava, assieme a un figlio e al genero, stava costruendo tre palazzine residenziali in via Serra Di San Marcello. Mesi e mesi di lavoro, meglio stare insieme che fare avanti e dietro da Palermo. Erano in quattro, ieri, sul tetto della terza e ultima palazzina. Santino, suo figlio, suo genero e un quarto operaio della ditta Ca.Gi. Costruzioni Srl di Palermo che aveva i lavori in sub appalto dalla Edilizia M.C. Srl con sede a Moie di Maiolati. A mezzogiorno i muratori staccano per un`ora di pausa pranzo. Santino scende dal tetto sull`impalcatura, dalla parte opposta dove scendo gli altri tre. Ma loro hanno una scala per scendere a terra, Santino no: o fa il giro dell`impalcatura fino alla scala, oppure scende usando i ferri orizzontali come gradini. Manovra pericolosa e lui non era spericolato, dicono quanti lo conoscevano. La tesi più probabile è che il muratore siciliano sia stato colpito da un malore. Fatto sta che è precipitato da oltre sette metri d`altezza finendo su un cumulo di ferri e da lì a terra. Santino era solito andare a pranzo a casa, a Borghetto, mentre gli altri mangiavano in un bar poco lontano dal cantiere. Quando figlio e genero, aggirate due pareti della palazzina, non hanno visto il congiunto l`hanno chiamato. Invano. L`hanno cercato. E l`hanno visto a terra, esanime, probabilmente già morto. Lo strazio, il chiamare subito i soccorsi, l`incredulità, la speranza che fosse ancora vivo. Tutto vano. Come l`arrivo dei soccorsi, l`eliambulanza da Torrette, l`unità mobile del pronto soccorso di Jesi. I medici non hanno potuto far altro che constatare l`avvenuto decesso del povero muratore siciliano. Il resto, la routine. Mentre ambulanze, elicottero, vigili del fuoco tornavano nelle loro sedi, i carabinieri di Morro D`alba e gli ispettori del lavoro della Zona 5 dell`Asur facevano il loro lavoro di verifica, controlli, valutazioni. Il magistrato di turno ha ordinato il sequestro del cantiere e l`esame autoptico che con ogni probabilità sarà effettuato oggi presso l`obitorio dell`ospedale al Viale dove la salma è stata trasportata. Lo strazio dei congiunti, la disperazione dei compagni. E si tornerà a gridare la necessità di maggiori controlli sui cantieri, come fa il Codacons (associazione dei consumatori) che “impegna il governo perché rafforzi la sicurezza sul lavoro“. I carabinieri del Nil (nucleo ispettorato lavoro) di Ancona hanno costituito una task-force in Vallesina assieme a ispettori della Direzione provinciale del lavoro. In collaborazione con i militari di Staffolo e Genga hanno controllato nove cantieri sul territorio dei due Comuni. Hanno denunciato nove persone, trovato due operai italiani che lavoravano in nero, elevato contravvenzioni per 20 mila euro e sanzioni amministrative per altri 25 mila. Numerose le irregolarità riscontrate con responsabilità penali dei datori di lavoro, soprattutto in materia di sorveglianza sanitaria. Ma forse occorre rivedere anche le leggi che riguardano i sub appalti. Troppo spesso chi costruisce realmente è il secondo, terzo passamano. Altri lucrano senza muovere un dito. Ma nessuno ne parla.
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