12 Febbraio 2009

Sequestrato il cantiere del resort sulla spiaggia

Francavilla. I sigilli sono scattati ieri mattina dopo le denunce degli ambientalistiLa magistratura: mancano i permessi. Quattro avvisi di garanzia a titolari e tecnici

     
FRANCAVILLA. La procura di Chieti sequestra il cantiere del Residence Le Vele, il contestato resort in costruzione sulla spiaggia al confine con Pescara. Il provvedimento messo in atto ieri mattina è scattato a seguito di un’indagine partita dalle denunce delle associazioni ambientaliste, che avrebbe evidenziato l’incompletezza delle documentazione relativa al permesso a costruire a causa della mancanza dei previsti nulla-osta della capitaneria di porto e dell’agenzia delle dogane. Per lo stesso motivo, a seguito della rivisitazione della pratica richiesta dall’amministrazione comunale, l’ufficio Urbanistica del Comune martedì pomeriggio aveva disposto l’ordinanza di sospensione dei lavori in via cautelativa, a firma del dirigente Domenico Chiola. Disposizione recapitata al direttore dei lavori ieri, contestualmente al sequestro disposto dal sostituto procuratore Rosangela Di Stefano ed effettuato dalla capitaneria di porto di Ortona agli ordini del comandante Giuseppe Famà, dai carabinieri della stazione di Francavilla coordinati dal comandante Antonio Mauro Solimini e dai vigili urbani. Parallelamente al sequestro del cantiere sono state notificate 4 informazioni di garanzia a Fernando Di Paolo quale amministratore delegato della società Abruzzo Property Resort con sede nel Principato di Monaco, committente dell’intervento; all’architetto Rocco Antonucci progettista e direttore dei lavori; a Luciano Felicioni titolare della ditta costruttrice Felicioni srl, e all’architetto Marcello Borrone che rilasciò il permesso a costruire come dirigente comunale. La contestazione mossa dalla procura consiste nella trasgressione delle norme regolamentate dall’articolo 55 del codice della Navigazione che prevede, per le costruzioni all’interno della fascia di 30 metri dal demanio marittimo, il rilascio degli specifici nulla-osta da parte della capitaneria e dell’agenzia delle dogane. L’intervento del complesso turistico-alberghiero si compone di 4 palazzine con 68 alloggi complessivi, localizzato in quello che era l’ultimo tratto di spiaggia dunale sopravvissuto alla cementificazione.  L’apertura del cantiere avvenuta all’inizio della scorsa estate aveva scatenato gli esposti delle associazioni ambientaliste Ecoistituto Abruzzo, Italia Nostra, Marevivo, Mila donnambiente, Buendia, Legambiente Francavilla, Primo Foglio, e del Codacons. Dal canto suo, la Abruzzo Property Resort rigetta ogni accusa di irregolarità: «Le motivazioni addotte nell’ordinanza di sequestro del cantiere si riveleranno infondate», precisa in una nota, in quanto la società avrebbe «ottemperato a tutte le richieste del Comune ed è in possesso delle necessarie autorizzazioni amministrative per l’esecuzione dei lavori nel rispetto delle normative edilizie e delle previsioni del Piano regolatore vigente. L’intervento è eseguito in conformità di un Piano particolareggiato previsto dal Prg approvato nel 1998 che già prevedeva una destinazione edificatoria nell’area e che ha già ricevuto il nulla-osta della competente Capitaneria di Porto ex articolo 55 il 19 ottobre 2001. Non abbiamo occupato alcuna area demaniale, essendo il cantiere situato all’interno del perimetro della recinzione storica di riferimento del terreno, facilmente individuabile sia dai termini ancora esistenti sia dagli allineamenti dei recinti dei fabbricati circostanti, come risulta evidente dalle planimetrie catastali». Esprimendo fiducia nell’operato della magistratura, la società confida «che si farà presto chiarezza e che i circa 70 operai impegnati nel cantiere potranno tornare al lavoro».

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