7 Marzo 2009

Sequestrato e picchiato il presidente del Codacons Pierluigi Chiarla: “Prelevato sotto casa da due sconosciuti e portato nel parcheggio dello stadio”

«Sequestrato sotto casa, drogato e picchiato da due sconosciuti».  Sarebbe accaduto giovedì mattina al presidente provinciale del Codacons Pierluigi Chiarla, come fanno sapere dalla stessa associazione a tutela dei consumatori, che ha già denunciato l’accaduto alla polizia ipotizzando una sorta di intimidazione. I soccorsi sono scattati solo ieri mattina perchè – secondo una primissima ricostruzione – lo stato di torpore indotto dagli stupefacenti, avrebbe impedito alla vittima di chiamare i soccorsi con il telefonino per oltre 24 ore. È stato un passante, mentre portava a spasso il cane, a notarlo steso a terra vicino allo stadio Friuli, nella zona dei distinti laterali, sul lato sud. Era immobile sotto una tettoia, accanto a lui un ombrello. Erano circa le 8.30 di ieri. In pochi minuti sono arrivati i soccorritori: un’ambulanza del 118 e gli agenti della Squadra volante, insieme ai colleghi della sezione Reati contro la persona della Squadra mobile. Inizialmente la situazione non era affatto chiara, anche perchè l’uomo non era in condizioni di raccontare che cosa gli era accaduto. Solo un paio di ore più tardi, dopo le prime cure all’ospedale, la polizia ha potuto ascoltare la versione dei fatti di Chiarla. Quest’ultimo ha riferito di essere stato avvicinato, mercoledì sera mentre stava rincasando, da uno sconosciuto che si sarebbe rivolto a lui in questo modo: «Posso raccontarle cose interessanti sulla raccolta di dati che sta effettuando, ma non ora. Ci vediamo domani mattina verso le 5.30-6, quando finisco il turno di notte». Chiarla, che ha dichiarato di essere abituato a raccogliere segnalazioni anonime per conto dell’associazione, ha accettato e la mattina successiva, all’ora stabilita, si è presentato all’appuntamento. Lo sconosciuto sarebbe arrivato in auto e lo avrebbe fatto salire. Una volta in marcia, all’improvviso, da dietro sarebbe sbucata una seconda persona che lo avrebbe immobilizzato e costretto a inghiottire alcune pastiglie. Poi i ricordi di Chiarla cominciano ad annebbiarsi, per via di quelle sostanze. Ricorda solamente che i due gli avrebbero detto di smetterla con quella raccolta di dati. E poi lo avrebbero picchiato, provocandogli un trauma cranico (in particolare nella zona del sopracciglio sinistro) e varie contusioni. I medici che lo hanno visitato hanno formulato una prognosi di dieci giorni e, per sicurezza, lo hanno trattenuto nel reparto di Medicina d’urgenza in osservazione. Ora la Squadra mobile sta valutando con attenzione il racconto e sta svolgendo alcuni accertamenti in quanto restano aspetti ancora da chiarire. In ipotesi, si procede per sequestro di persona, lesioni e somministrazione di sostanze stupefacenti. E, naturalmente, si cerca di capire chi potrebbero essere i due aggressori. Quello descritto dalla vittima dovrebbe avere un’età compresa tra i 35 e i 38 anni.

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