27 Gennaio 2002

Sequestrati a Roma 6 Airbus rottamati

Sequestrati a Roma 6 Airbus rottamati

Si allarga l?inchiesta sui pezzi di ricambio d?aereo. Indaga anche l?Fbi

ROMA ? Arresti, sequestri, hangar pieni di pezzi di ricambio di aerei ammucchiati come in qualsiasi deposito di sfasciacarrozze. Eppure freni e portelloni, altimetri e parti d?ala erano destinati alle più importanti compagnie aeree italiane e americane. Indaga la procura della repubblica di Tempio Pausania, in Sardegna. Procede, con perquisizioni e controlli, la Guardia di Finanza.
Si riaprono vecchi casi, come quello del Dornier 328 della Minerva Airlines precipitato a Genova nel febbraio 1999, e si guarda all?Italia per dare una spiegazione a recenti disastri, come quello dell?Airbus300 dell?American Airlines precipitato nel Queens il 12 novembre 2001. Una gigantesca indagine su pezzi di ricambio per aereo riciclati ha messo in allerta le autorità aeronautiche di 167 paesi e l?Fbi americana.
In Italia, verificati gli elenchi di chi si riforniva dall?azienda sotto inchiesta, il Codacons chiede controlli urgenti e collaudi sulla sicurezza al volo per le flotte aeree di Alitalia Express, Meridiana, Airone, Alpi Eagles, Azzurra Air, Blue Panorama, Air Dolomiti, Air Sicilia.

L?inchiesta è stata avviata, dall?aprile del 2001, dalla procura della repubblica di Tempio. La magistratura gallurese ha messo sotto sequestro a Ciampino un hangar di manutenzione non autorizzato gestito dalla Panaviation Srl di Roma dov?erano stipati, come in una bancarella di Porta Portese, 81 mila pezzi d?aereo d?ogni tipo, alcuni dei quali recuperati da velivoli precipitati nell?ex Jugoslavia e da un Canadair inabissatosi in un lago di Termini Imerese durante una campagna antincendio.
In questi giorni i nuovi sequestri: l?altro giorno tre container nel porto di Napoli e ieri sei Airbus rottamati dall?Alitalia.
La Guardia di finanza ha messo i sigilli, a Napoli e all?aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, a container zeppi di pezzi di ricambio smontati dai sei Airbus 300 che dopo dieci anni di sosta nei piazzali romani non avevano ancora più i requisiti per volare ed erano stati venduti, poche settimana fa, alla Panaviation di Enzo Fregonese.
La Guardia di finanza ha arrestato a metà settimana i titolari della Panaviation srl, Enzo Fregonese di 73 anni (già direttore tecnico di Itavia) e la figlia Patrizia, di 46 anni, oltre ai due dipendenti dell?azienza Stefano Larosa e Mario Giovanni Lenzi. Agli arresti domiciliari sono finiti anche Giancarlo Bonora, ex tecnico di Meridiana, e Pietro Paolo Corrias, un meccanico d?aereo addetto alla manutenzione dei jet di linea della compagnia aerea di Karim Aga Khan.
Tra i denunciati a piede libero, 21 persone in tutto, ci sono il direttore tecnico di Meridiana Ivano Pippobello e Alberto Nocchi, pari grado presso la compagnia Air One. Avvisi di garanzia sono stati inviati ad un funzionario dell?Enac e ai responsabili tecnici di buona parte delle compagnie aeree italiane.
Scoprire che cosa prometteva, e promette, la Panaviation srl non è difficile. Un sito Internet illustra «Venti anni di esperienza ed organizzazione per l?aeronautica commerciale e privata. Compravendita e stoccaggio di parti di ricambio aeronautiche per proprio conto e linee aeree». Il pilota del Dornier di Genova continua a dire che quel maledetto giorno i freni non funzionarono e ora, forse, qualcuno gli crederà.

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