23 Novembre 2005

“Sequestrate il latte Nestlé“

“Sequestrate il latte Nestlé“ Via dai negozi 30 milioni di litri

Inchiesta di Ascoli Piceno

Quattro marche (“Mio“, “Mio Cereali“, “Nidina 2“ e “Nidina 1“) contaminate dall`Itx, vernice usata per le etichette Roma Con un blitz all`alba di ieri in tutta Italia, 500 uomini del Corpo Forestale dello Stato hanno iniziato a sequestrare 30 milioni di litri di latte liquido per bambini prodotto dalla Nestlé. Il latte, è emerso dalle analisi, risulta contaminato dalla vernice utilizzata per la stampa delle etichette. E come se non bastasse, non si sa ancora nè se il composto chimico disciolto (l`Isopropilthioxanthone, Itx) sia tossico, nè perché il rilascio sia avvenuto. Il maxisequestro ha riguardato quattro differenti marche di latte della Nestlé, in tetrapack: “Mio“, “Mio Cereali“, “Nidina 2“ e “Nidina 1“. Tutte le confezioni dei primi tre marchi con scadenza settembre 2006 e tutte le confezioni di Nidina 1 con scadenza maggio 2006 sono state e saranno prelevate da farmacie, negozi, supermercati e dai magazzini di stoccaggio. Finiranno in un magazzino della Forestale in attesa di sapere se dovranno essere distrutte o rimesse sul mercato. L`operazione è stata disposta dal procuratore capo di Ascoli Piceno, Franco Ponticelli, titolare dell`inchiesta partita due mesi fa dopo controlli realizzati da una “mamma Forestale“ di Ascoli che voleva sapere se il latte per la figlia era buono. Sulla quantità di latte posto sotto sequestro le posizioni sono contrastanti. Da un lato, gli investigatori sottolineano che al dato di 30 milioni si arriverebbe sommando i litri di latte sequestrati finora e quelli potenzialmente sequestrabili. Quelli cioè dei quantitativi contaminati per i quali è stato disposto il sequestro. Il dato sarebbe stato comunicato agli investigatori proprio dalla Nestlé. Dal canto suo la multinazionale ha precisato: “Non si ritiene vi sia rischio per la salute“. E ha parlato di cifre “esagerate“ sostenendo che si tratta di non più di due milioni di litri. La Nestlé ha confermato il ritiro del prodotto dagli scaffali, già avviato, e ha bloccato anche la distribuzione in altri tre paesi europei: Francia, Portogallo e Spagna, dove ieri sono state ritirate dalla stessa Nestlé confezioni “sospette“. E dove Nestlé ha iniziato a ritirare il latte fin da settembre. Il ministero della Sanità spagnolo ha rassicurato il mercato: “Le bobine che hanno provocato la contaminazione sono state sostituite. I tipi di latte attualmente in vendita sono sicuri. Ma la multinazionale ha preferito ritirare i prodotti dagli scaffali spagnoli. “L`eccitazione suscitata dalla vicenda mi sembra sproporzionata, dato che non vi è il rischio per la salute“ ha spiegato da Ginevra il responsabile della comunicazione della Nestlé, Xavier Perroud, aggiungendo: “Il problema è stato già identificato e la situazione dovrebbe normalizzarsi molto rapidamente“. Dalla sede italiana dell`azienda, è stato messo a disposizione dei consumatori un numero verde (800.253253 dalle 9 alle 19) e si sottolinea che il ritiro delle confezioni era già iniziato da una settimana – circostanza che non risulta alla procura marchigiana – che 30 milioni di litri di latte, la Nestlé non li vende in Italia neanche in un anno e che autorità sanitarie, giudiziarie e clienti erano stati informati del problema. Di diversa opinione, il procuratore di Ascoli: “L`accertata presenza di Itx verosimilmente dovuta al processo di stampa degli involucri del prodotto in tutti i campioni esaminati di lotti aventi data di scadenza settembre 2006 o antecedente e, limitatamente al Nidina 1 al maggio 2006, induce a ritenere che tutto il prodotto con le riferite date di scadenza, a qualunque lotto appartenga, risulti contaminato dal composto chimico e che la presenza di tale inquinante, salvi accertamenti circa la effettiva nocività di esso, integri il reato di cui all`articolo 5 lettera A della legge 283/62“. Di qui la necessità di sequestrare, “ovunque si trovino“, tutte le confezioni in questione. L`Itx è la sostanza utilizzata per la scritta che ricopre i contenitori di Tetrapack e che si trova anche nel film di plastica all`interno. Ma è stato trovato “libero“ nella pellicola esterna del cartone e nel latte, dove non avrebbe dovuto essere. La Tetra Pack ha reso noto che da ottobre ha modificato, in via precauzionale, il processo di stampa. L`11 novembre, dopo che le analisi dell`Arpam delle Marche sul latte “Mio“ e “Nidina 2“ avevano confermato la presenza di Itx, la procura di Ascoli ha emesso un centinaio di decreti di sequestro che hanno portato al ritiro di due milioni di litri di latte. I nuovi esami hanno però accertato che ad essere contaminati non erano solo i 5 lotti iniziali e così si è deciso di sequestrare i circa 30 milioni di litri presenti in Italia: cifra reale, fanno notare dalla Forestale, mentre i due milioni di cui parla la Nestlé sono, appunto, i litri già sequestrati. Non sembrano però essere convinti nè i cittadini, nè le associazioni dei consumatori e degli agricoltori. C`è chi ha già annunciato un esposto a tutte le procure italiane (Intesaconsumatori), chi parla di situazione scandalosa (Greenpeace) chi chiede maggiori e costanti controlli (Copagri) e chi, come il leader dei disobbedienti napoletani Francesco Caruso rilancia il boicottaggio dei prodotti della multinazionale.

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