Sequestrata casa -lager per anziani in 8 malnutriti, sporchi e disidratati
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fonte:
- La Sicilia
“… i vecchi sempre tra i piedi/ chiusi in cucina se viene qualcuno/ i vecchi che non li vuole nessuno, i vecchi da buttare via/ ma i vecchi, i vecchi, se avessi un’ auto da caricarne tanti/ mi piacerebbe un giorno portarli al mare/ arrotolargli i pantaloni e prendermeli in braccio tutti quanti/ sedia sediola, oggi si vola, e attenti a non sudare”. Sono i versi finali del testo di una celeberrima canzone di Claudio Baglioni, “I vecchi”, che risuonano amaramente nella mente di chi scrive quando dal Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri arriva la notizia di anziani maltrattati all’ interno di una struttura sociosanitaria privata che, per questo, è stata sottoposta a sequestro, mentre la titolare è stata arrestata. Chi decide di prendersi cura dei “vecchi”, per motivi professionali, familiari o per volontariato, dev’ essere consapevole del fatto che si tratta di persone con una sensibilità spiccata e che, per questo, necessitano di cure, attenzioni e amore. Doti che non possedeva la proprietaria della casa di riposo di via Verona, in pieno centro, oggetto dell’ operazione della task force dei Nas. I militari hanno operato con i colleghi del locale Nucleo ispettorato del lavoro. Durante l’ ispezione alla struttura socio -sanitaria, sono stati trovati 8 anziani ultraottantenni, di cui 5 donne e 3 uomini, in condizioni di salute precarie, in stato di abbandono, maltrattati, con gravi piaghe da decubito, malnutriti, disidratati, sporchi e privi di assistenza socio -sanitaria. Dall’ ispezione è emerso inoltre che la struttura privata non aveva le autorizzazioni previste dalla legge, mancava dei requisiti igienico -sanitari e strutturali nonché delle prescritte figure professionali, quali l’ operatore socio -assistenziale e l’ infermiere. All’ interno della residenza era presente una sola persona, tra l’ altro non qualificata, che offriva assistenza agli 8 anziani, di cui 7 non autosufficienti. Per questi “servizi” i familiari pagavano una retta mensile di circa 800 euro. Le gravi condizioni di salute degli anziani e la mancanza di assistenza socio -sanitaria, valutate da personale medico del servizio geriatrico dell’ Asp, intervenuto sul posto, hanno indotto la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania a disporre gli arresti domiciliari nei confronti della titolare della struttura. Che, per la cronaca, era stata già denunciata per gli stessi motivi quando, qualche anno fa, gestiva un’ altra struttura per anziani sempre in centro. I carabinieri, dopo che le competenti autorità hanno provveduto ad affidare 4 anziani ai familiari, 3 ai servizi sociali del Comune per la successiva sistemazione in strutture idonee e a ricoverare il più grave all’ ospedale Garibaldi Centro, hanno sequestrato la residenza abusiva del valore di circa 300.000 euro. L’ anziana portata in ospedale, hanno rivelato i militari del Nas, aveva una costola fratturata che, secondo i medici, le era stata procurata ieri mattina in casa di cura per la totale inadeguatezza del servizio di assistenza. Grande soddisfazione per l’ operato di carabinieri e magistratura è stata espressa dall’ assessore al Welfare del Comune, Fiorentino Trojano. «Una segnalazione urgente alla Procura era stata inviata il mese scorso proprio dalla Direzione politiche sociali e per la famiglia, corredata da un’ ampia e dettagliata documentazione anche fotografica realizzata di concerto con polizia urbana e Asp. Si era spiegato come un gruppo di anziani con gravi disabilità fosse stato trasferito da una struttura abusiva a un’ altra ugualmente irregolare, senza avvisare i familiari». Da gennaio, ha spiegato Trojano, «l’ assessorato ha effettuato 70 sopralluoghi e verifiche tecniche, sociali e amministrative e questo non è che l’ ultimo dei risultati dell’ intensificazione dei controlli dell’ Amministrazione comunale sulle strutture. In particolare è stata avviata una revisione completa delle strutture iscritte all’ Albo comunale dal 1989 al 2014 e all’ Albo regionale, verificando se fossero in possesso dei requisiti di legge e controllando gli standard organizzativi (profili professionali, titoli di studi degli operatori, contratti di lavoro, oneri previdenziali e assistenziali) e strutturali. Finora per 15 strutture, risultate non regolari, è stata revocata o sospesa l’ iscrizione agli albi e sono state emesse le relative ordinanze di chiusura». Per Emilia Grasso, direttore nazionale del Dipartimento affari sociali del Codacons, non si tratta di un caso isolato. «Per questo è importante incrementare i controlli nelle case di cura e verificare lo stato in cui vengono curati gli anziani, spesso non in grado di difendersi e denunciare abusi e violenze. Nei confronti dei responsabili delle strutture devono essere inasprite le pene, per fungere da deterrente per simili comportamenti inaccettabili».
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