27 Agosto 2006

“Senza vestiti per sei giorni“

LA STORIA ODISSEA AL RITORNO DAL VIAGGIO “Senza vestiti per sei giorni“



“MI SPIACE, non abbiamo più notizie della sua valigia“. A sei giorni di distanza dal suo arrivo all`aeroporto milanese della Malpensa, la voce posata e composta con cui la dipendente dell`aeroporto procedeva a comunicargli l`improvvisa scomparsa dei suoi bagagli, sembrava studiata appositamente per farlo andare su tutte le furie. E lui, Luca Borromeo, 34 anni, di Peceto Torinese, non ha resistito a quell`involontaria provocazione. “Non potevo crederci ? racconta ? tutto il mio guardaroba perso per sempre“. Erano le 9 del mattino del 17 agosto scorso. Due ore più tardi, la stessa posata e composta voce gli annuncia il ritrovamento della valigia. Erano già passati sei giorni dal suo arrivo a Milano, dopo una vacanza a Lisbona su un volo della Easyjet. Luca tira un sospiro di sollievo, non abbastanza forte da spazzare via le pene patite per avere notizie dei suoi effetti personali. Un`odissea di telefonate a vuoto e non solo. Come ha contattato l`aeroporto e la compagnia? “La sera del mio arrivo ho dovuto attendere due ore e mezza prima di poter parlare con un dipendente dell`ufficio bagagli smarriti, che mi ha fatto compilare un modulo per la denuncia e mi ha fornito il numero a cui avrei dovuto rivolgermi nei giorni successivi per avere notizie dei miei bagagli“. Un numero verde, gratuito? “Macché, un numero a pagamento, quello dell`ufficio bagagli smarriti“. Quante volte ha composto quel numero in quei sei giorni? “Telefonavo tre volte al giorno, mattina, pomeriggio e sera. E prima di poter parlare con un dipendente della Malpensa passavano almeno cinque minuti. Dopo i primi giorni, ho chiesto ai centralinisti di darmi un numero a cui contattare la compagnia aerea, perchè quello riportato sulla prenotazione non serviva per i reclami: non me l`hanno dato. Pare che non ci sia un numero per i reclami. Sono riuscito ad avere solo un indirizzo mail della compagnia attraverso gli uffici dell`aeroporto Caselle di Torino. Si tratta di un indirizzo che la compagnia ha attivato proprio per ricevere segnalazioni dai clienti, eppure non appare sul loro sito né sui documenti della prenotazione“. La sua mail ha mai avuto risposta? “No, tant`è che ho scritto anche all`Enac e infine al Codacons“. Nella valigia c`era tutto il suo guardaroba, ha dovuto ricomprare qualcosa in quei sei giorni? “Ho ridotto gli acquisti al minimo indispensabile: un rasoio elettrico e biancheria intima. Senza contare i soldi spesi in telefonate. Ma oltre al danno economico, c`è il danno morale. Avrei dovuto passare il week-end di Ferragosto a casa di amici in Liguria. Ho dovuto rinunciare perché non avevo ancora riottenuto i miei vestiti: li ho avuti solo il 17, quando ormai la festa era finita“.

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