1 Maggio 2007

“Senza tasse, benzina meno cara dell`acqua“

“Senza tasse, benzina meno cara dell`acqua“

Secondo gli esercenti il peso fiscale grava sul carburante per il 62%: “La verde potrebbe costare la metà di un caffè“

ROMA Su ogni pieno di benzina da 50 euro oltre 31 euro “bruciano“ in tasse, tra accisa e Iva. Il “peso“, fiscale che grava sul carburante raggiunte infatti oltre il 62% del prezzo pagato agli automobilisti. Ma senza questo balzello un litro di verde costerebbe meno di un litro di acqua minerale, meno della metà di un litro di latte e quasi la metà di una tazzina di caffè espresso al bar. A fare i conti sono i benzinai che scendono in campo – con una vera e propria campagna d`informazione ai cittadini-consumatori sui prezzi della benzina – che rinviano al mittente le critiche e le accuse sull`andamento dei costi dei carburanti e parlano di “verità taciuta“, sottolineando che “il margine industriale lordo“ incide solo per l`11% sul prezzo finale e che i “gestori ricavano meno di un euro e mezzo dei 50 euro spesi per un pieno da un`automobilista“. Su una spesa di 50 euro di carburante 31,06 euro (il 62,134%) vanno alle casse dello stato sotto forma di tasse, 13,66 euro (il 27,32%) sono il costo per la materia prima sui mercati internazionali mentre 3,83 euro (il 7,65%) va ai petrolieri e 1,45 euro (il 2,9%) ai gestori. “Un litro d`acqua minerale acquistato in un negozio di alimentari costa 0,54 euro, un litro di latte 1,29 euro mentre un litro di caffè consumato al bar, 17,34 euro. Tutti prezzi al netto delle tasse. Un litro di super senza piombo costa invece, sempre tasse escluse, 0,43 euro al litro“ spiegano i benzinai della Faib Aisa-Confesercenti, della Fegica-Cils e della Figisc Anisa-Confocommercio in una nota, sottolineando che “l`acqua costa il 126%, il latte il 300% ed il caffè il 4.033% in più rispetto alla benzina“. Si tratta di una “verità solare e taciuta“, proseguono i gestori che lanciano una provocazione: “Come si spiegano allora i numerosi interventi legislativi, le alzate di scudi delle associazioni di consumatori e le indagini dell`Autorità di controllo che si succedono da 13 anni senza soluzione di continuità?“. Una volta tanto le associazioni dei Consumatori sono d`accordo con gli esercenti. I benzinai “non hanno torto“ quando parlano di eccessivo peso fiscale sul prezzo della benzina, “ma non bisogna dimenticare che sulla restante parte non coinvolta da accise e Iva, non esiste concorrenza“. sostiene il Codacons . “Se da un litro di verde togliamo tasse e accise, – sottolinea l`associazione dei consumatori – scopriamo che su ciò che resta (ossia il prezzo che dovrebbe essere regolato dal mercato) non esiste concorrenza, e le differenze di prezzo tra gestori sono minime e irrisorie. Il governo non può più latitare e deve intervenire per ridurre le tassazioni sui carburanti sterilizzando l`Iva come annunciato tempo fa o tagliando i contributi per guerre e calamità varie che da decenni gravano sulle tasche degli automobilisti“. Nonostante le denunce, comunque il prezzo della benzina non si arresta, anche se per ora questi rincari non si scaricano sull`inflazione, ieri annunciata in calo. Dopo la raffica di rincari degli ultimi giorni, a salire sopra 1,3 euro al litro è stata questa volta l`Agip, i cui prezzi consigliati avevano finora resistito a ridosso della soglia senza scavalcarla. Sotto 1,3 euro al litro resta dunque solo la Erg (1,298 euro). Il governo non incassi le accise degli aumenti della benzina previsti per il ponte del primo maggio. Lo chiede in una nota l`associazione dei consumatori Telefono Blu, avvertendo che in questo ponte “senza dubbio“ ci sarà un incremento della benzina che significa “una forbice da 3 a 4 euro in piu` a pieno“. “Il sospetto che le compagnie petrolifere ci “marcino“ è evidente – spiega Telefono Blu – visto che l`occasione è ghiotta con 16 milioni di italiani in viaggio e oltre 7 milioni di autoveicoli in movimento. Ma quello che non capiamo – aggiunge l`associazione – è il governo. Perché non interviene, intanto rifiutando di incassare l`accisa dell`aumento, come da tempo noi consumatori chiediamo, in secondo luogo cercando di accusare i petrolieri invece di colpire gli artigiani con la richiesta di chiusura delle pompe?“.

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