Senza soldi non c’ è saldo che tenga. Per un romano su due zero acquisti
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fonte:
- Affari Italiani
I soldi non ci sono, e fare acquisti per le famiglie romane è sempre più difficile. E anche dai saldi per i commercianti non verrà nessuna boccata d’ ossigeno. L’ allarme viene dal Codacons: “vendite in picchiata, anche con punte del -20% per i piccoli negozi rispetto allo scorso anno”. Sempre meno famiglie potranno permettersi acquisti durante gli sconti , e se nel 2012 il 55% dei romani aveva acquistato almeno un capo, quest’ anno le previsioni annunciano che non si valicherà la soglia psicologica del 50%. Più della metà delle famiglie resterà a sognare davanti alle vetrine dovendo fare i conti con portafogli sempre più leggeri. Ma anche per chi farà acquisti il leitmotiv è quello della “spending review”: il valore medio dello scontrino si attesterà infatti tra i 78 e gli 85 euro. “L’ unica speranza risiede nei turisti stranieri – fanno sapere dal Codacons – gli unici che sembrano disposti a spendere soldi nella capitale; la loro presenza, tuttavia, sarà forte nelle grandi boutique del centro e quasi impercettibile negli altri negozi”. I dati sono confermati anche dal Codici , che evidenzia come il crollo dei consumi ha toccato ad aprile persino i prodotti alimentari: secondo i dati dell’ Istat, infatti, ad aprile le vendite al dettaglio sono scese dello 0,7% su marzo e del 4,5% nel confronto annuo. Sono molti i consumatori che dichiarano di impiegare la quattordicesima interamente in tasse e bollette e di non potersi permettere gli acquisti che si effettuavano gli anni passati. Per finire ecco qualche consiglio dal decalogo pubblicato dal Codacons con le ultime norme di riferimento e le vecchie, ma sempre valide, regole d’ oro per fare buoni affari, districarsi nella selva dei saldi e prevenire i sempre possibili trabocchetti. Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare, il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi, non ad un buono. Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. Attenzione sempre a che lo sconto sia reale: nei giorni precedenti andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo e diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi: un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.
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