Senza merce il contratto viene sciolto
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
L’ attuale società che gestisce il mobilificio versa in cattive acque, mentre la precedente è già fallita. Quindi per chi ha già versato i soldi sembra davvero molto difficile recuperarli. In ogni caso la legge prevede che chi ha effettuato il finanziamento può far riferimento al Testo unico bancario che, all’ art. 125 quinquies (Inadempimento del fornitore), stabilisce che se i beni pagati non vengono consegnati, il contratto si scioglie, le altre rate non devono essere pagate e quanto già versato deve essere restituito. In ogni caso, per cercare di riprendersi il maltolto, si può inviare al mobilificio tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, una diffida ad adempiere alla consegna e comunicare (sempre per iscritto con raccomandata a/r) alla finanziaria che la diffida non ha avuto seguito, chiedendo la risoluzione del contratto di finanziamento. Nel caso si riceva risposta negativa, o nessuna risposta, dalla finanziaria, si può ricorrere all’ Arbitro Bancario Finanziario della Banca d’ Italia, che ha un costo accessibile e decide nel giro di due mesi. Ci sono già stati casi in cui l’ arbitro si è pronunciato in favore di clienti raggirati, anche prima dell’ entrata in vigore dell’ art. 125 quinquies sopra citato. Poiché Fiditalia ha già annunciato che non intende restituire le rate versate, il Codacons ha dichiarato che farà ricorso a una normativa europea. Inoltre l’ associazione intende aprire un’ azione inibitoria nei confronti delle condizioni espresse nel contratto di compravendita che appaiono non a norma perché, ad esempio, non indicano tempi precisi di consegna, né eventuali penali.
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