3 Luglio 2014

«Senza l’ errore del timoniere la Concordia non avrebbe colliso»

«Senza l’ errore del timoniere la Concordia non avrebbe colliso»

UDIENZA molto tirata, dibattuta. Trascorsa sugli argomenti caldi del processo a Francesco Schettino. Anche ieri al Moderno si è parlato di rotte, errori del timoniere, scialuppe che non sono state calate in mare, ma anche della posizione del comandante all’ interno della plancia. E stato questo l’ argomento più dibattuto durante la mattina. Uno degli avvocati della difesa, Donato Laino, ha insistito molto con i consulenti della procura su quale fosse la posizione di Schettino in plancia al momento dell’ impatto. Se cioè era o meno davanti al radar. Un botta e risposta vibrante in alcuni momenti che ha «impegnato» il presidente del Collegio a intervenire per riportare la situazione alla tranquillità. Nel tardo pomeriggio, invece, è stata la volta del Codacons. Tre i consulenti schierati dall’ associazione dei consumatori che è assistita legalmente dall’ avvocato Giuliano Leuzzi. «SENZA gli errori del timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin, la Concordia sarebbe passata indenne davanti agli scogli del Giglio». Lo hanno sostenuto i consulenti tecnici del Codacons, con tanto di simulazione mostrata in aula, anticipata da grafici. Con comparazione della rotta che effettivamente ha compiuto la Concordia, con gli ordini eseguiti in modo errato da Rusli Bin, e quella che avrebbe percorso se il timoniere avesse eseguito correttamente le indicazioni di Schettino. Simulazione, spiegata chiaramente dal professor Neri, da cui è emerso che «la nave sarebbe passata liscia senza toccare lo scoglio». QUEI 13 secondi – il lasso di tempo intercorso tra l’ ordine di Schettino e l’ effettiva giusta esecuzione del timoniere – che secondo il Codacons avrebbero potuto cambiare il corso della storia della Concordia – e di 32 vite – e che invece procura e periti sostengono non avrebbero spostato la sostanza di quanto accaduto, «perché la correzione del timoniere è avvenuta quasi subito». Un timoniere che peraltro, fino a meno di un mese prima del naufragio, ricopriva le mansioni di marinaio semplice «addetto alle manutenzioni delle navi». I CONSULENTI del Codacons invece continuano ad essere convinti che con le indicazioni date da Schettino quella nave sarebbe passata «liscia». «L’ errore del timoniere – ha insistito Neri – ha ritardato gli effetti della manovra ordinata dal comandante, manovra che avrebbe ridotto la velocità angolare, con effetto derapata». Un simulatore, certificato a livello internazionale, ha indicato che se il timoniere avesse eseguito la manovra corretta «l’ impatto, nella peggiore ipotesi, sarebbe stato con molta minore violenza oppure addirittura evitato. Questa seconda ipotesi è la più probabile se si tiene conto anche dei precedenti due errori del timoniere che hanno fatto ?perdere acqua’ alla nave avvicinandola agli scogli». Il timoniere, si ricorda, sbagliò due volte, non comprendendo gli ordini di Schettino: successe alle ore 21.40’50” (primo errore) e 21.43’45” (secondo errore) quando capisce di virare a 340 gradi, mentre Schettino aveva detto 350. Lo stesso Schettino questa seconda volta ripete l’ ordine aggiungendo, in inglese, ?Altrimenti finiamo sulle rocce’. Cristina Rufini.

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