11 Marzo 2002

Senza esito le ricerche

LA TRAGEDIA DI LAMPEDUSA. La barca dei disperati era salpata dal Nordafrica


Senza esito le ricerche


Agrigento. Il viaggio della speranza di una vita migliore per un pugno di immigrati clandestini annegati nel basso Mediterraneo e stipati nelle celle frigorifere dei motopesca mazaresi è finito ieri notte sui moli di Porto Empedocle in dodici bare di zinco E su quegli stessi moli, nel pomeriggio di ieri sono sbarcati i dieci superstiti della tragedia, accompagnati dai carabinieri durante l?attraversata da Lampedusa fin sul traghetto di linea Paolo Veronese.
Sono stati trasbordati su una motovedetta che li ha portati in banchina per accelerare le procedure di identificazione formale. Poi, probabilmente, saranno avviate le procedure di reimpatrio. A sud di Lampedusa, intanto, proseguono senza sosta le ricerche di improbabili naufraghi, rimasti appesi a bidoni galleggianti o detriti di legno. E se al Cassiopea è stato dato l`ordine di rientrare nel porto di Augusta, le ricerche in mare proseguono con un notevole spiegamento di uomini e mezzi: alle operazioni partecipano la Corvetta della Marina Militare Driade una motovedetta della Guardia Costiera di Lampedusa, un elicottero della Marina di stanza nell`aeroporto di Sigonella, un aereo Orca delle Capitanerie di Porto proveniente da Catania, e un aereo Islander inviato dalle autorità maltesi. Queste ultime solo ieri hanno deciso di collaborare nelle ricerche malgrado la zona rientri sotto il proprio controllo Rsc (ricerche e soccorso) in base alla convenzione internazionale di Amburgo. «Continueremo ad andare avanti nelle ricerche oltre ogni ragionevole dubbio – assicura il comandante della Capitaneria di Porto di Palermo Vincenzo Pace, che ha coordinato le operazioni – non abbiamo perso le speranze: stiamo cercando superstiti, non cadaveri».
E il dramma dei clandestini annegati è rivissuto ieri notte nella telefonata di una donna eritrea agli investigatori: aveva appreso del naufragio e cercava disperatamente notizie del fratello, partito tre giorni prima da un porto libico. La conferma, per gli investigatori, che la barca carica di disperati è partita dalle coste nordafricane e non dalla Turchia.
Decolla, intanto, l`inchiesta della magistratura sulle eventuali responsabilità di un soccorso in mare finito male: dopo avere sequestrato le bobine con le conversazioni radio tra l`unità della marina Militare Cassiopea ed il motopesca Elide in quei drammatici momenti i due magistrati della procura di Agrigento titolari delle indagini, Luca Venturi e Claudio Corselli, sono andati nel pomeriggio a Mazara del Vallo, dove, nel commissariato di polizia, hanno interrogato a lungo l`armatore Paolo Asaro, il comandante Vito Diodato e i dodici componenti dell`equipaggio dell`Elide, il motopesca che ha trainato per due ore e mezza il barcone carico di disperati poi affondato a 65 miglia a sud di Lampedusa.
Parlando con i giornalisti il nostromo dell`Elide aveva accusato il pattugliatore d`altura Cassiopea di avere delegato ai pescatori le operazioni di salvataggio. Il comando della Marina Militare lo ha smentito sostenendo di avere offerto la massima collaborazione in relazioni alle condizioni meteo marine non agevoli.
Sui tavoli della Procura di Agrigento è finito anche un esposto del Codacons che chiede alla magistratura di accertare eventuali responsabilità del comandante del Cassiopea nelle operazioni di soccorso: «la Cassiopea avrebbe messo in mare una lancia quando la maggior parte degli sfortunati era già stata inghiottita dalle onde salvandone solo due – è scritto in una nota – un fatto che, se confermato, risulterebbe gravissimo e potrebbe configurare il reato di omissione di soccorso».
I clandestini vittime del naufragio avevano pagato 4-5 mila dollari ai loro traghettatori per sfuggire alla miseria.
Drammatici i racconti dei pescatori giunti sul luogo della tragedia. Il comandante dell`Esago, Pino Asaro racconta «Quando abbiamo sentito il pam pam (il segnale di soccorso in mare n.d.r. ) eravamo a poche miglia di distanza. Siamo arrivati e ho visto il corpo di una donna galleggiare sull`acqua. Sono riuscito ad accostare e stavo per afferrarla, ma il braccio mi è sfuggito ed è scomparsa nuovamente tra i flutti. Forse era ancora viva, forse potevo salvarla».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this