3 Aprile 2012

Senza accisa il pieno è sempre un lusso

Senza accisa il pieno è sempre un lusso

Ancona Indietro piano, quasi fermo. È il prezzo della benzina al fixing del primo giorno feriale dopo il taglio dell’ accisa regionale. Proteste a non finire da parte degli automobilisti, appello della Regione e critiche delle associazioni di consumatori. Con un distinguo che viene dalle associazioni di categoria dei gestori: stiamo provvedendo ad abbassare i listini ma, difficilmente, con la fluttuazione dei prezzi del carburante, ci si può realisticamente attendere una diminuzione del prezzo pari al calo dell’ accisa. Il pieno del lunedì non costa meno di quello di sabato. Questa è la prima considerazione di chi si è messo ieri al volante. Moltissime telefonate e email di protesta da ogni parte della regione con un tradizionale leit motiv: quando ci sono aumenti a mezzanotte e tre le colonnine sono già aggiornate rapide come un cazzotto; quando si tratta di calare la discesa è molto meno ardita. Non è una cifra di poco conto: Coldiretti ha stimato che l’ accisa della tassa sulle disgrazie valga 80 mila euro al giorno. Una cifra esorbitante per le tasche già provate dei marchigiani. In mancanza di dati oggettivi precisi, non si può che restituire una sensazione: l’ abbassamento dei prezzi è a macchia di leopardo e in maniera molto meno consistente di quello che ci si attendeva. È una lama sottile quella della polemica sul prezzo della benzina anche perché si tratta di un mercato liberalizzato. Il raffronto si può fare con le rilevazioni diffuse dal ministero dello Sviluppo economico che vengono effettuate ogni lunedì e che sono una media. Il 26 marzo (quelle di ieri saranno diffuse oggi) l’ asticella della benzina senza piombo era a 1.829,16 (10,87 in più rispetto alla settimana precedente); del gasolio per autotrazione a 1.735,72 (5,17 in più); del Gpl per auto a 892,88 (6,31 in più rispetto a sette giorni prima). Da qui si può partire per fare qualche raffronto, tenendo comunque presente che ogni distributore ha una politica di prezzi differente. Ci possono perciò essere differenze tra il cosiddetto “servito” e il self service; ci possono essere sconti ulteriori o le promozioni fedeltà. In ogni caso, i prezzi medi nelle Marche sono più alti. Sulla scorta della segnalazione di domenica dell’ Adoc, ieri di buon mattina, la giunta regionale ha rivolto un appello alle aziende richiamandosi al loro “senso di responsabilità”. Il messaggio è rivolto alle aziende della filiera della distribuzione, affinchè “pur nell’ autonomia delle loro scelte aziendali e di mercato, prevalga l’ attenzione a favore della comunità regionale”. Senza l’ accisa regionale, il prezzo della benzina per autotrazione dovrebbe scendere di 5,58 centesimi. Di qui l’ invito “alle aziende petrolifere e ai titolari dei distributori che non hanno ancora ridotto il prezzo” ad agire di conseguenza. Il Codacons ha bollato questa richiesta come “ridicola”. Il presidente nazionale Carlo Rienzi ha dichiarato che di fronte alla cancellazione dell’ accisa, l’ amministrazione regionale dovrebbe effettuare controlli e ispezioni e denunciare alla Guardia di Finanza quei distributori che hanno mantenuto invariati i prezzi o che addirittura li hanno aumentati”. Tanto che, nel pomeriggio, il presidente Spacca e l’ assessore Marcolini sono tornati sull’ argomento. “Il prezzo della benzina – ha spiegato il governatore – non incorpora più il costo dell’ accisa regionale. Siamo in un regime di libero mercato, per cui se il prezzo della benzina non scende, ciò dipende solo dalle autonome scelte delle industrie di settore e dei distributori”. Spacca ha anche ribadito che la Regione non ha alcun potere di controllo. Concetto ribadito dall’ assessore al Bilancio. “A chi ci chiede di fare controlli e ispezioni – ha detto Marcolini – dobbiamo rispondere che purtroppo alla Regione non compete alcuna funzione ispettiva né di controllo sui prezzi, il compito è di competenza esclusiva della Guardia di finanza. Ciò che la Regione può fare e farà, se il caro-benzina regionale dovesse perdurare – ha concluso -, è segnalare alla Guardia di finanza l’ esigenza di verificare eventuali anomalie”.

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