24 Aprile 2017

SENTENZA-SHOCK DEL TRIBUNALE DI IVREA: USARE ECCESSIVAMENTE IL TELEFONINO CAUSA IL CANCRO

SENTENZA-SHOCK
DEL TRIBUNALE DI IVREA: USARE ECCESSIVAMENTE IL TELEFONINO CAUSA IL
CANCRO

Per
la prima volta un tribunale italiano riconosce
in
primo grado la causa oncogena

nei campi elettromagnetici generati dal cellulare: l’Associazione
studia un’azione collettiva e raccoglie le pre-adesioni degli
interessati

I
FATTI.
In un colpo una
sentenza-shock può imprimere un’accelerazione decisiva a una causa
sociale di importanza assoluta, ma di cui nessuno – per anni – aveva
osato parlare. L’esempio perfetto arriva dal Tribunale di Ivrea, che
ha riconosciuto un legame causale tra tumore al cervello e utilizzo
prolungato, continuativo e “scorretto” del telefono cellulare. Il
giudice Luca Fadda ha condannato in primo grado l’Inail a
corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale al
dipendente di un’azienda, colpito da tumore alla testa (per fortuna
benigno ma invalidante) dopo aver utilizzato il telefonino 3/4 ore al
giorno per 15 anni.

LE
AVVISAGLIE.
E’
la prima volta che un tribunale italiano riconosce
in
primo grado la causa oncogena

nei campi elettromagnetici generati dal cellulare, ma non è la prima
volta che se ne parla. La decisione del giudice Fadda si basa infatti
sull’evoluzione della ricerca: già nel 2011 un panel di esperti
dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione
(Iarc), agenzia parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità,
aveva classificato i campi elettromagnetici (prodotti da cellulari e
altri dispositivi wireless) come «possibilmente carcinogeni»
(gruppo 2B).

LA
RICHIESTA.
A questo punto, le azioni
dell’Associazione mirano a due obiettivi diversi. In primo luogo
bisogna rompere il “muro di gomma” aumentando le informazioni
disponibili: dopo questa sentenza diventa ancora più necessario
inserire indicazioni e avvertenze sui cellulari circa i rischi per la
salute umana, al pari di quanto avviene per le sigarette. In questo
senso abbiamo già proposto ricorso al TAR del Lazio.

L’INIZIATIVA
CODACONS.
Il secondo canale riguarda
la tutela diretta dei consumatori. Lo staff legale dell’Associazione
ha infatti allo studio un’azione legale in favore di tutti i
possessori di telefoni cellulari, per i rischi alla salute corsi
attraverso l’utilizzo di questi dispositivi. All’azione legale vera e
propria potrà aderire:

  • chi
    ha avuto una patologia collegabile all’uso del cellulare, previa
    valutazione dei casi da parte dello staff medico dell’Associazione;

  • chiunque
    usi il cellulare più di due ore al giorno, compresi i genitori per
    conto dei figli minori di 18 anni.

Tra
i destinatari di questa azione collettiva ci sarà anche l’Inail, che
ancora non ha inserito tra le malattie professionali quelle causate
dall’uso dei cellulari.

PER
ADERIRE.
Per
pre-aderire all’iniziativa, senza alcun impegno,
clicca
qui
.

In
questo modo, sarai aggiornato in tempo reale riguardo le iniziative
legali intraprese dallo staff legale dell’Associazione.

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