26 aprile 2017

SENTENZA-SHOCK DEL TRIBUNALE DI IVREA: USARE ECCESSIVAMENTE IL TELEFONINO CAUSA IL CANCRO

 

Per la prima volta un tribunale italiano riconosce in primo grado la causa oncogena nei campi elettromagnetici generati dal cellulare: l’Associazione studia un’azione collettiva e raccoglie le pre-adesioni degli interessati

 

I FATTI. In un colpo una sentenza-shock può imprimere un’accelerazione decisiva a una causa sociale di importanza assoluta, ma di cui nessuno – per anni – aveva osato parlare. L’esempio perfetto arriva dal Tribunale di Ivrea, che ha riconosciuto un legame causale tra tumore al cervello e utilizzo prolungato, continuativo e “scorretto” del telefono cellulare. Il giudice Luca Fadda ha condannato in primo grado l’Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale al dipendente di un’azienda, colpito da tumore alla testa (per fortuna benigno ma invalidante) dopo aver utilizzato il telefonino 3/4 ore al giorno per 15 anni.

LE AVVISAGLIE. E’ la prima volta che un tribunale italiano riconosce in primo grado la causa oncogena nei campi elettromagnetici generati dal cellulare, ma non è la prima volta che se ne parla. La decisione del giudice Fadda si basa infatti sull’evoluzione della ricerca: già nel 2011 un panel di esperti dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione (Iarc), agenzia parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, aveva classificato i campi elettromagnetici (prodotti da cellulari e altri dispositivi wireless) come «possibilmente carcinogeni» (gruppo 2B).

LA RICHIESTA. A questo punto, le azioni dell’Associazione mirano a due obiettivi diversi. In primo luogo bisogna rompere il “muro di gomma” aumentando le informazioni disponibili: dopo questa sentenza diventa ancora più necessario inserire indicazioni e avvertenze sui cellulari circa i rischi per la salute umana, al pari di quanto avviene per le sigarette. In questo senso abbiamo già proposto ricorso al TAR del Lazio.

L’INIZIATIVA CODACONS. Il secondo canale riguarda la tutela diretta dei consumatori. Lo staff legale dell’Associazione ha infatti allo studio un’azione legale in favore di tutti i possessori di telefoni cellulari, per i rischi alla salute corsi attraverso l’utilizzo di questi dispositivi. All’azione legale vera e propria potrà aderire:

  • chi ha avuto una patologia collegabile all’uso del cellulare, previa valutazione dei casi da parte dello staff medico dell’Associazione;
  • chiunque usi il cellulare più di due ore al giorno, compresi i genitori per conto dei figli minori di 18 anni.

Tra i destinatari di questa azione collettiva ci sarà anche l’Inail, che ancora non ha inserito tra le malattie professionali quelle causate dall’uso dei cellulari.

PER ADERIRE. Per pre-aderire all’iniziativa, senza alcun impegno, clicca qui.

In questo modo, sarai aggiornato in tempo reale riguardo le iniziative legali intraprese dallo staff legale dell’Associazione.