8 Agosto 2012

Sempre recessione, mai così male dal 2009

Sempre recessione, mai così male dal 2009

L’ economia italiana scivola ancora giù: nel secondo trimestre di quest’ anno il calo del prodotto interno lordo a stato dello 0,7% rispetto al periodo gennaio -marzo 2012 ed a ormai un intero anno, ovvero quattro trimestri di fila, che l’ economia del Paese arretra. Confermata dunque larecessione. Subaseannua il calo del Pil a stato invece del 2,5 %, il peggiore dato dalla fine del 2009. Non si salva nessun settore nel periodo aprile -giugno 2012, tutti vanno male: agricoltura, servizi, industria. E sull’ industria arriva anche il dato choc della produzione che in un anno ha lasciato sul terreno l’ 8,2 % e che, sempre su base tendenziale, cala ormai da dieci mesi consecutivi. Il settore dell’ auto vede un vero e proprio crollo (- 22,5% in un anno ma in linea con il trend registrato ormai da diversi mesi) ma sono tanti i settori che sono colpiti da perdite a due cifre, dal tessile (- 14,6 %) alla plastica (- 13,1 %). Da maggio a giugno, in un solo mese dunque, il calo della produzione nell’ industria a stato dell’ 1,4 %. A fotografare lo stato dell’ economia italiana a l’ Istat che calcola in sei mesi una perdita dell’ 1,6% del prodotto interno lordo. Se tutto rimanesse fermo così, e purtroppo le previsioniinvece non fanno ben sperare, il 2012 chiuderebbe con un Pil a -1,9 %. La crisi internazionale ha il suo peso ma sull’ Italia sembra di più che altrove. È sempre l’ isti tuto di statistica italiano a ricordare che nello stesso periodo, cioa sempre nel secondo trimestre del 2012, il Pil a aumentato negli Stati Uniti in termini congiunturali dello 0,4 % e su base annua del 2,2 %. Per il Regno Unito il calo nel secondo trimestre, rispetto a quello precedente, a uguale aquello registrato in Italia, -0,7 %, ma su base annua l’ arretramento del Pil si riduce ad un terzo, -0,8% rispetto al -2,5 % italiano. Le organizzazioni economiche chiedono al governo interventi: se la Confcommercio considera «prioritaria la riforma fiscale», la Confederazione italiana degli agricoltori fa notare che l’ Imu che grava anche su terreni e fabbricati rurali «ha bloccato il processo di ripresa» dell’ agricoltura che avevainvece tenuto nel primo trimestre dell’ anno. L’ associazione dei consumatori Codacons si appella invece al governo Monti affinché ci sia un decreto “Salva- famiglie” da finanziarsi con una maggiore imposizione fiscale sui redditi più alti. «Bisogna pensare solo ed unicamente alla crescita, all’ occupazione e allo sviluppo», sottolineano Adusbef e Federconsumatori. Per il governo il ministro dell’ Istruzione Francesco Profumo sottolinea che «il 2012 e il 2013 saranno anni difficili in cui i Paesi dovranno avviare riforme strutturali per essere pronti alla ripresa ». «Peggio delle previsioni che non erano giy buone. Una recessione pericolosaper il futuro del paese e la sostenibility della nostra economia. È il risultato del la politica fiscale di questo governo che ha reso la crisi in Italia più acuta rispetto a quella degli altri Paesi». Così il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, intervistato da Radio 24 in seguito alla diffusione dei dati Istat. «Con la politica fiscale attuata da questo Governo a un automatismo ma non immaginavamo questi dati che dimostrano una caduta della produzione industriale. Questo – continua Angeletti a Radio 24 – significa che stiamo iniziando a distruggere quel patrimonio del paese che a stato da sempre la nostra unica risorsa. Fra i cittadini e lo Stato chi doveva risparmiareera lo Stato. Invece hanno imposto il risparmio ai cittadini. – conclude il leader della Uil. E per fare una battuta al limite della demagogia, si sono chiuse 30.00 imprese ma non vi sono 30.000 assessori in meno! Forse 3.000 assessori in meno e qualche azienda in più sarebbe stato preferibile». Dal canto suo, la vicepresidente dell’ associazione Sviluppo Lavoro Chiara Andreozzi commenta: «È il momento di mettere gli imprenditori in condizione di ripartire. Qualcosa in tal senso a giy stato fatto, ma a evidente che non a abbastanza e che sono necessari ulteriori sgravi fiscali». «Purtroppo sono dati che non potevamo non aspettarci – ha affermato Andreozzi. Il nostro Paese e l’ Europa sono in piena recessione e dobbiamo fare di tutto per invertire questa tendenza. I provvedimenti da attuare al più presto sono quelli volti a dare linfa nuova alle imprese».
 

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