Sempre più in rosso i conti delle famiglie italiane
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fonte:
- Gazzetta di Mantova
Profondo rosso per le famiglie italiane
Mutui casa e conti: sofferenze salite dell`8,5%. E c`è la stangata alimentare
Sempre più in rosso i conti delle famiglie italiane. Lo dice il Bollettino della Banca d`Italia. A ottobre scorso erano aumentate le difficoltà di chi aveva acceso un mutuo, oppure aveva in corso prestiti bancari o, più semplicemente, usava il fido e andava in rosso con il conto. Secondo Bankitalia, le sofferenze che fanno capo alle famiglie sono salite a 11.292 milioni di euro, ben 880 milioni in più dell`ottobre 2006. In particolare è passato da 235 a 262 miliardi l`indebitamento delle famiglie per l`acquisto della casa ed è salito da 48,6 a 51,7 miliardi il debito delle famiglie per i piccoli acquisti con la formula del credito al consumo (per tv, computer, ecc…). E le famiglie hanno davanti un altro problema: il prezzi dei prodotti agro-alimentari saliti a causa del caro-petrolio. Secondo la Cia, Confederazione agricoltori, i prezzi dei prodotti sul campo sono aumentati del 3%, ma sulle tavole troviamo rincari del 10-12%. Questo vale per i prodotti ortofrutticoli, ma anche il prezzo dei cereali ha subito impennate. A fronte di un aumento del 4-5% alla produzione, il pane nei negozi è rincarato del 12% e la pasta dell`11,5%. Stesso discorso per il latte: rincari del 2,5% alla stalla contro aumenti del 4,2% per il latte nei supermercati e del 6,5% per i formaggi. Secondo la Cia, ci sono speculazioni lungo la filiera che porta il prodotto dalle aziende alla tavola. “Il prezzo finale di un ortaggio – dicono – è ripartito in questo modo: 23% all`agricoltore e 77% agli altri operatori“. Il caro-petrolio incide molto in agricoltura dove la bolletta-energetica è salita del 15% nel 2005, del 26% nel 2006 e del 38% nel 2007. Ed ecco levarsi la voce del Codacons: “La magistratura deve intervenire per accertare chi si arricchisce alle spalle dei poveri consumatori“. E ieri la corsa al rialzo del petrolio si è interrotta. I motivi? Gli operatori ne hanno individuati 4: i timori di una recessione in Usa che porterebbe a un inevitabile calo dei consumi. Il secondo motivo riguarda il clima. Negli Usa fa più caldo del solito e dunque si potrà risparmiare qualcosa sul riscaldamento domestico. Il terzo è tutto tecnico: molti operatori, visto il prezzo a 100 dollari, hanno venduto le loro posizioni. Infine la questione militare: domenica mattina si è rischiato lo scontro armato fra cinque vedette dei pasdaran iraniani e tre navi da guerra americane nello strategico stretto di Hormuz. Non sono stati sparati colpi e l`incidente è rientrato. Teheran ha definito la vicenda “un fatto normale“ mentre il Pentagono ha condannato quanto avvenuto. Per questo gli operatori hanno tirato un sospiro di sollievo perché un incidente militare nello stretto di Hormuz avrebbe portato a un`impennata del greggio. Ieri sera il petrolio veniva scambiato a 95,19 dollari, in ribasso del 2,78% su venerdì. Naturalmente è difficile, se non impossibile, fare previsizioni per i prossimi mesi. La Bloomberg ha riportato la notizia di una serie di contratti stipulati all`incredibile prezzo di 200 dollari per la fine di quest`anno.
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