2 Novembre 2005

Sempre più caro il costo del funerale

NAPOLI. La fossa e il loculo sono sempre meno ambiti. Nel ventaglio di “opzioni“ degli italiani in continua ascesa sono le cremazioni: in tre anni son passate da 30 mila a 49 mila. Nel complesso, il 57,5 per cento della popolazione sceglie come forma di sepoltura la tumulazione (loculo o tomba), il 33,8 per cento la terra, l`8,7 per cento la cremazione. I dati Sefit, l`associazione che riunisce le imprese funerarie in Italia, indicano inoltre Napoli capitale dell`affluenza ai cimiteri nelle ricorrenze dell`1 e 2 novembre, seguita da Bari e Roma. In coda Bologna. Cresce dunque l`uso dei forni, domanda in cui la Lombardia è davanti a tutte le regioni: 12.902 cremazioni (29,4 per cento del totale). Seguono Emilia Romagna (12,2 per cento), Veneto (10,9 per cento), Piemonte (10,3 per cento), Lazio (10,2 per cento) e Toscana (9,1 per cento). Senza impianti Molise, Abruzzo, Basilicata e Calabria mentre in Sicilia e Sardegna le cremazioni non sono più di 150 l`anno. Tra le città Milano è in vetta, davanti a Roma che in un decennio è balzata da 300 a 5000 cremazioni. E se gli oltre 15 mila cimiteri italiani ormai traboccano, l`urna da portare a casa diventa la nuova soluzione alternativa. “E` vero, aumenta la possibilità di affidamento di urna cineraria a domicilio – spiega il responsabile Sefit Daniele Fogli – Ciò avviene soprattutto al centro-nord, grazie a provvedimenti regionali. Attraverso modifiche di regolamento cresce il numero di Comuni che consentono l`affidamento familiare dell`urna. Roma, Firenze, Trapani e Perugia sono battistrada“. Un funerale (trasporto, necrologio, ecc.) oggi in Italia costa in media 5 mila euro, al sud (dove una buona fetta del mercato è ancora a nero) fino a 8 mila. Secondo il Codacons vi è stato un aumento dal 15 al 20 per cento. E nonostante racket e furti si spende ancora tanto in fiori: quest`anno 240 milioni di euro secondo Telefono Blu, esattamente il 5 per cento in più. Napoli è un caso nazionale, dice la Sefit, per la presenza senza eguali di congreghe. Sono circa 200 ed hanno fin qui gestito oltre 2 milioni di tombe. Sulle quali però dal `96 non versano al Comune la tassa di manutenzione: 10 mila lire annue per ogni loculo. Oggi rappresentano una cifra biblica: 90 milioni di euro. Pur di incassarli, il Comune ha ingaggiato una battaglia legale senza precedenti contro la Curia. Napoli, inoltre, è l`unica grande città senza impianto di cremazione. Doveva nascere 15 anni fa, a 200 metri dalle tombe di Totò e Caruso.

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