13 Dicembre 2017

Semaforo verde per il Rosatellum: la Consulta rigetta quattro ricorsi

anche l’ italicum passa l’ esame della corte costituzionale: i conflitti sollevati sono stati dichiarati «inammissibili»
Inammissibili i conflitti di attribuzione per Italicum e Rosatellum: lo ha sentenziato la Corte Costituzionale. Nella camera di consiglio di ieri, la Consulta ha infatti discusso, in sede preliminare di ammissibilità, quattro conflitti di attribuzione riguardanti le procedure di approvazione delle leggi elettorali, cosiddette Italicum e Rosatellum. «Tre conflitti – spiega la nota della Consulta – sono stati presentati da alcuni soggetti che si sono qualificati allo stesso tempo come elettori, soggetti politici, parlamentari e rappresentanti di un gruppo parlamentare (Movimento 5 Stelle). Nessuno dei tre ricorsi individua in modo chiaro e univoco né la qualità in cui i ricorrenti si rivolgono alla Corte né le competenze eventualmente lese né l’ atto impugnato. Tali gravi carenze degli atti introduttivi non mettono la Corte in condizione di deliberare sul merito delle questioni. Perciò ne è stata dichiarata l’ inammissibilità. Il quarto ricorso è stato proposto congiuntamente dal Codacons, da un cittadino elettore e da un senatore contro il Governo, per aver posto la questione di fiducia, alla Camera dei deputati, durante l’ iter di approvazione della legge elettorale Rosatellum. Per ragioni analoghe anche tale conflitto è stato dichiarato inammissibile. Inoltre, posto che un senatore non ha titolo per sollevare conflitto contro il Governo, per di più lamentando vizi del procedimento parlamentare seguito presso la Camera dei deputati, nessuno dei ricorrenti è, nel caso di specie, qualificabile quale potere dello Stato». Per l’ avvocato Felice Besostri coordinatore degli Avvocati Antitalikum, «le motivazioni della Corte costituzionale per quanto riguarda i ricorsi dei Parlamentari sul conflitto di attribuzione nei confronti dei Presidenti delle Camere non chiudono in maniera definitiva la possibilità di riproporli tenendo conto delle critiche sollevate dalla Corte sulla loro formulazione. Sembra quasi che la Corte si lamenti di non essere potuta entrare nel merito. Attendiamo il deposito delle motivazioni per un giudizio definitivo. Ritenteremo con altri strumenti come un nuovo conflitto di attribuzione, assolutamente inedito». n.

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