30 Aprile 2012

SEI UNA DELLE MIGLIAIA DI ITALIANE VITTIMA DI UN IMPIANTO DI PROTESI AL SENO PIP? AGISCI CON IL CODACONS E ARTICOLO 32 PER OTTENERE GIUSTIZIA!  

    SEI UNA DELLE MIGLIAIA DI ITALIANE VITTIMA DI UN IMPIANTO DI PROTESI AL SENO PIP?

    AGISCI SUBITO CON IL CODACONS E ARTICOLO 32 PER OTTENERE GIUSTIZIA!

    Questa azione è conclusa
    I TERMINI DI ADESIONE SONO SCADUTI!

    IMPORTANTE VITTORIA DEL CODACONS:

    il
    30 Aprile il Tar del Lazio, a seguito del Ricorso presentato dal Codacons e
    dall’Associazione Art. 32, ha ordinato al Ministero della Salute di rivedere,
    entro 20 giorni, il provvedimento con il quale ha fissato i limiti all’espianto
    delle protesi PIP ed al reimpianto di nuove protesi.

    INFATTI,
    devono essere le donne che hanno subito l’impianto di protesi PIP – e non i
    medici – a decidere se rimuoverle, anche in assenza di danni fisici o di un
    a precisa prescrizione medica.

    Puoi agire anche se non hai subito danni fisici a causa dell’impianto delle protesi, semplicemente per averle impiantate!

    Iscriviti subito entro il 20 febbraio 2012!

    Puoi
    agire anche se non hai subito danni fisici a causa dell’impianto delle protesi,
    semplicemente per averle impiantate in Italia, dal 2001 al 2010!

     

    PARTECIPERAI ALL’AZIONE COLLETTIVA CONTRO IL SERVIZIO SANITARIO
    NAZIONALE CHE NON HA CONTROLLATO ADEGUATAMENTE ED EVENTUALMENTE CONTRO LE
    STRUTTURE SANITARIE CHE HANNO IMPIANTATO LE PIP PER OTTENERE:

    ·
    LA RIMOZIONE GRATUITA E LA
    SOSTITUZIONE DELLE PROTESI PIP;

    ·   IL RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE,
    ESISTENZIALE, ALLA VITA DI RELAZIONE, IN VIA EQUITATIVA, PER €. 10.000,00,
    OLTRE ALLE SPESE DEL PRIMO INTERVENTO;

    AVRAI,
    ANCHE, LA VALUTAZIONE GRATUITA DELLA POSSIBILITA’ DI AGIRE PER IL RISARCIMENTO
    DI TUTTI GLI EVENTUALI DANNI INDIVIDUALI DI VARIA NATURA
    SUBITI.

     

    E’ dal 2001 che in Italia
    vengono importate queste protesi PIP di marca francese, le quali sono state
    impiantate in circa 4.300 donne italiane.

    Nel 2010, l’autorità francese ha
    riscontrato, in un sopralluogo effettuato presso l’azienda produttrice, che i
    materiali utilizzati per il confezionamento delle protesi non corrispondevano a
    quelli per cui vi era stata l’autorizzazione CE, ma, invece, venivano
    utilizzati componenti molto pericolosi e non autorizzati dalla CE.

    Pertanto, il Ministero della Salute
    francese, dietro segnalazione del fatto da parte dell’autorità preposta, ha
    ordinato che tali protesi venissero tolte dal mercato e che l’operazione di
    espianto delle protesi PIP fosse posto a carico del servizio sanitario
    nazionale per tutte le donne che le hanno impiantate, non solamente per quelle
    che hanno subito danni fisici.

    In Italia, in data 01/04/2010 l’Autorità
    Italiana, dopo numerose segnalazioni di donne italiane di rottura di protesi
    PIP, fastidi, irritazioni, noduli al seno, diramava una circolare con cui si
    invitavano tutti gli operatori sanitari interessati a non utilizzare i
    dispositivi PIP.

    In data 30 giugno 2010, il Ministero della
    Salute comunicava a tutti gli operatori sanitari di richiamare le loro pazienti
    a cui erano state applicate PIP per sottoporle a visita clinico-diagnostica e
    per effettuare un follow-up ravvicinato.

    Successivamente, il Consiglio
    Superiore di Sanità, in data 22/12/2011, esprimeva il seguente parere: “
    le protesi mammari cosiddette PIP sono
    composte da materiale che non corrisponde agli standard internazionali…. Per le
    protesi PIP non esistono prove di maggior rischio di cancerogenicità, ma sono
    state evidenziate maggiori probabilità di rottura e reazioni infiammatorie…. Il
    S.S.N. si farà carico degli interventi medico-chirurgici, laddove vi sia
    indicazione clinica specifica
    ”.

    In data 29/12/2011 seguiva
    l’Ordinanza del Ministero della Salute, la quale, tuttavia, nulla riferiva in
    ordine agli interventi di rimozione e sostituzione delle protesi da porsi a
    carico del Servizio Sanitario Nazionale.

    Ma il Ministero della Salute e quello dello Sviluppo
    Economico, in base all’art. 17 del D.lgs 24.2.1997, n. 46, per come modificato
    da ultimo dal D.lgs.25.1.2010, n. 37, AVREBBERO DOVUTO DA TEMPO CONTROLLARE LA
    COMMERCIALIZZAZIONE DI QUESTE PROTESI. Infatti questi
    Ministeri, direttamente o tramite organismi autorizzati,
    possono in ogni momento effettuare controlli presso il
    produttore, i grossisti, gli importatori, i commercianti e gli utilizzatori,
    con accesso nei luoghi di fabbricazione o con esame di laboratorio sui
    campioni.

    MA PER OLTRE 10 ANNI NESSUN CONTROLLO E’ AVVENUTO, nonostante
    le numerose segnalazioni di rotture delle protesi PIP e di effetti secondari e
    nonostante già nel giugno 2000 la Food and Drug  Administation
    avesse  riscontrato a seguito di ispezione seri problemi nella produzione
    e nel sistema di qualità della fabbrica
    , seppure con riferimento a protesi
    saline.

     

    PERTANTO ORA FAI MOLTA ATTENZIONE:

     

    Se hai avuto un intervento di impianto delle
    protesi PIP, anche se non hai subito ancora danni fisici, iscriviti subito all’AZIONE,
    al costo di €. 380,00 (comprensivo dell’iscrizione al Codacons per un anno) per
    ottenere:

     

    1)   Esame specifico ed individuale della tua
    situazione, da parte di un pool di avvocati e medici specializzati;

     

    2)   La partecipazione ad un’azione
    collettiva per ottenere:

    a.
    la
    rimozione e la sostituzione, a carico del Servizio Sanitario Nazionale, delle
    tue protesi pericolose e dannose per la salute e l’impianto di nuove protesi;

    b.
    il
    risarcimento dei danni esistenziali, morali ed alla vita di relazione subiti a
    causa dell’impianto, da quantificarsi in via equitativa in €.
    10.000,00 oltre alle spese del primo
    intervento.

     

    3)   Valutazione individuale al fine della
    possibile fattibilita’ di una causa individuale per ottenere il risarcimento
    dei danni di varia natura eventualmente gia’ subiti (a costi e condizioni che
    verranno successivamente indicati, a seconda dell’esito della valutazione del
    danno subito).

     Questa azione è conclusa

    I TERMINI DI ADESIONE SONO SCADUTI!

    CLICCA QUI per agire,
    versando come contributo all’Associazione TER.MIL.CONS., ente delegato dal
    CODACONS, la somma di €. 380,00, comprensiva dell’iscrizione al Codacons come
    socio.  

     

    CHE
    SUCCEDE DOPO CHE TI ISCRIVI?
     

    • Successivamente
      all’iscrizione, dopo il versamento dell’importo previsto, dovrai scaricare
      i moduli che ti verranno indicati, compilarli, firmarli e, assieme ai
      documenti richiesti, inviarli a TER.MIL.CONS. Nel caso in cui dovesse
      mancare qualche documento verrai contattato. Pertanto, è importante
      indicare l’indirizzo e-mail ed il numero di telefono corretti. Il pool di
      avvocati esaminerà tutta la tua documentazione e ti ricontatterà
      telefonicamente.
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