Sei passeggeri pretendono 460 milioni di risarcimento
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fonte:
- Il Tempo
class action istanza del codacons al tribunale di miami dove ha sede la carnival. il comitato naufraghi siciliani: «ridicole le offerte della costa»
Il Codacons ha lanciato in collaborazione con gli studi americani «Napoli Bern Ripka Shkolnik LLP» e «Proner e Proner», una class action a Miami, negli Stati Uniti, dove ha sede la Carnival, contro la stessa compagnia e la Costa Crociere «diretta a far ottenere a tutti passeggeri internazionali coinvolti il giusto risarcimento per tutti i danni subiti». Ne dà notizia la stessa associazione in una nota. È stato «già iscritto a ruolo, il 27 gennaio, davanti alla Corte di Miami, il primo ricorso relativo ai primi 6 passeggeri che si sono rivolti al Codacons, con cui si chiedono 460 milioni di dollari di danni. Si tratta di un incidente di inaudita gravità – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – e si tratta quindi di un tentativo doveroso da parte nostra di ridare dignità alla vita e alla sicurezza delle persone: tutti coloro che si trovavano a bordo della nave hanno diritto ad essere risarciti non solo per i danni materiali subiti ma anche per quelli morali, come la paura e il terrore subiti, e per il rischio di morire nel naufragio. Data la scarsissima tutela che hanno i diritti nel nostro paese, anche in sede giudiziaria e con transazioni da elemosina – prosegue Rienzi – abbiamo ritenuto giusto almeno tentare la strada della serietà e della dignità delle persone». «Non c’ è nessuno che sia uscito illeso da quella nave, che abbiano o no riportato danni fisici, l’ ansia, lo stress che hanno vissuto accompagnarà li accompagnerà per sempre» ha dichiarato Marc Bern, uno degli avvocati di questi passeggeri. Quella di Miami non è la prima causa presentata negli Stati Uniti per la vicenda della Concordia: Gary Lobaton, un membro peruviano dell’ equipaggio, ha presentato una richiesta di risarcimento di 100 milioni di dollari ad un tribunale di Chicago. «Non accetteremo le proposte ridicole della Costa per i risarcimenti» ha invece dichiarato Giuseppe Lanzafame, presidente del Comitato dei naufraghi siciliani della Concordia, che si dice «indignato, sia per l’ offerta di 11.000 euro formulata da Costa, sia perché 15 organizzazioni che dovrebbero tutelare i consumatori e sono finanziate con i contributi dello Stato, hanno accettato un’ offerta del genere». La moglie e le figlie di Lanzafame sono scampate al naufragio della Costa Concordia. «Come Comitato naufraghi siciliani – spiega – facciamo presente che non c’ è proporzione tra le sofferenze subite per la colpa e la leggerezza della Costa Crociera e la misera somma oggi proposta». Intano i sindacati dei marittimi hanno definito «sconvolgenti» le dichiarazioni dell’ Unione sindacale capitani: «I comandanti italiani vengono presentati come incoscienti che mettono a repentaglio la vita di migliaia di persone per il sorriso di una passeggera o per dimostrare coraggio. La realtà ben diversa. I nostri comandanti sono conosciuti nel mondo per preparazione professionale, serietà, senso del dovere. E non a caso le più grandi compagnie di navigazione li utilizzano». Anche i comandanti delle navi Costa si erano dissociati dalle dichiarazioni di Nobile e Gardella.
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