24 Aprile 2005

Sei milioni in viaggio, per il pieno si spenderanno 48 milioni in più

Il ponte del 25 aprile Sei milioni in viaggio, per il pieno si spenderanno 48 milioni in più

ROMA – Una ministangata attende alle pompe i circa sei milioni di italiani che hanno deciso di trascorrere fuori città il ponte del 25 aprile. Per fare il pieno di benzina alla propria auto si spenderanno 8 euro in più rispetto allo scorso anno. Secondo le stime dell`Intesa dei Consumatori, in questo week end lungo si spenderanno, solo per i carburanti, 48 milioni in più rispetto al 2004. Nonostante i cali alla pompa registrati negli ultimi giorni, insomma, anche questo ponte sarà all`insegna del caro-pieno. Ma gli italiani, sottolinea il Codacons, pur di risparmiare sul carburante privilegeranno tragitti più corti o sceglieranno mezzi di locomozione alternativi. La colpa dei rincari – afferma il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, a nome dell`Intesa dei Consumatori – è del Governo che «dal 2002 ad oggi ha aumentato le tasse sui carburanti di 6 centesimi, fra accise ed iva». L`esecutivo, che secondo i consumatori dovrebbe intervenire per far luce sul caro-benzina istituendo una commissione parlamentare, dovrebbe altresì «restituire ai legittimi proprietari» i soldi di questi aumenti. «Bisogna fare chiarezza sul fronte della benzina senza fare alcuna distinzione», aggiunge Trefiletti rispondendo al vice ministro delle infrastrutture, Ugo Martinat, secondo il quale il prezzo della benzina praticato sulle autostrade «nella maggioranza dei casi» è «competitivo rispetto a quello al di fuori del perimetro autostradale»: e «in numerosi casi gli stessi operatori petroliferi hanno dichiarato di voler garantire livelli di prezzo più concorrenziali». «A noi non risulta che in autostrada il prezzo sia concorrenziale: anzi, ci risulta che la benzina costi addirittura di più», sottolinea l`intesa dei Consumatori, invitando il governo ad accelerare il processo di modernizzazione degli impianti di distribuzione. Oltre alle imposte a preoccupare i consumatori è la persistente doppia velocità del prezzo dei carburanti, che sale in seguito agli aumenti del greggio ma poi non riscende quando questo cala. A confermare questa tesi – continuano i consumatori – è l`andamento dei prezzi della verde a livello europeo che, in seguito ai ribassi delle quotazioni petrolifere, scende in modo decisamente più veloce che in Italia: all`inizio di aprile, infatti, la benzina sul mercato internazionale era calata del 15%, mentre in Italia si era fermata ai livelli record del dopo-pasqua. Solo nei giorni scorsi si è registrato un allentamento della tensione e si sono avuti i primi cali, che dovrebbero aprire la strada ad ulteriori flessioni, anche se la nuova fiammata del petrolio (tornato a New York ai massimi degli ultimi quattro mesi) fa un po` paura.

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