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12 Luglio 2002

Segnali di crisi sul fronte del commercio estero

Segnali di crisi sul fronte del commercio estero: export in calo del 7,1\% nei primi tre mesi



L`euro sfiora di nuovo la parità e i consumatori attaccano le compagnie petrolifere: il dollaro dall`inizio dell`anno ha perso oltre il 15\% e la benzina è scesa neanche della metà. Una beffa che ha portato Adoc, Adusbef e Codacons a denunciare i petrolieri nelle 103 Procure della Repubblica su tutto il territorio nazionale per aggiotaggio.
Secondo le associazioni dei consumatori, le compagnie petrolifere stanno lucrando sul cambio favorevole: rispetto allo scorso anno, il costo del barile di petrolio è rimasto sui 24-25 dollari. Quello che è cambiato, e di parecchio, è il cambio euro-dollaro. Nella media del mese di giugno, il biglietto verde valeva circa 98 centesimi di euro contro gli 85 di un anno fa, 13 lire, il 15,2\% in meno. Trasferendo i benefici del cambio sul prezzo alla pompa, secondo i consumatori, il prezzo dovrebbe scendere di 286 lire per la benzina e di 212 per il gasolio. Il ribasso, invece, è stato di 1,6 centesimi (32 delle vecchie lire). L`iniziativa delle denunce è stata avviata per «arginare una evidente speculazione valutaria – affermano le associazioni di consumatori – che ha fatto pagare ai consumatori un anno fa la debolezza sul dollaro, mentre oggi non trasferisce sui consumi finali i prezzi dei prodotti acquistati in dollari ed il rafforzamento della moneta unica».

In teoria, il meccanismo dovrebbe seguire parametri certi: un calo dell`1\% del dollaro dovrebbe riflettersi in una diminuzione del prezzo della benzina dello 0,5\%.

Le compagnie petrolifere ribattono che i prezzi al consumo della benzina a giugno sono scesi in media di 0,05 euro al litro, pari a 97 vecchie lire. Un calo «addirittura superiore alla corrispondente riduzione delle quotazioni internazionali delle benzine, tenendo conto anche dell`effetto di apprezzamento dell`euro nei confronti del dollaro registrato nello stesso arco temporale». A giugno i prezzi, al netto delle tasse – sottolinea l`Unione Petrolifera – sono scesi 0,064 euro al litro (124 vecchie lire) contro un calo registrato dalle quotazioni internazionali di 0,060 euro al litro. Poi l`affondo: «La riduzione del prezzo al consumo (0,05 euro litro) è risultata inferiore a quella del prezzo industriale (0,06 euro) in quanto nello stesso periodo è intervenuto un aumento delle tasse complessivamente pari a 0,014 euro al litro (26 vecchie lire)». «La realtà è che quando c`è da aumentare i prezzi le compagnie sono velocissime, quando si tratta di tagliare ci mettono due mesi», sferza Alessandro Miano del Movimento Consumatori.

Con l`euro in risalita il commercio italiano inizia a battere in testa. Nel primo trimestre di quest`anno,l`export italiano è diminuito del 7,1\% e l`import del 7,3\%. Tuttavia – sottolinea l`Istat – questi andamenti negativi sembrano aver subito una battuta d`arresto nel mese di aprile, quando si è registrato un lieve incremento congiunturale nell`export che continua comunque a segnare variazioni tendenziali negative (- 0,9\%). Per ciò che riguarda le importazioni, sempre ad aprile, si registra una modesta flessione in termini congiunturali (- 0,6\%) e una crescita in termini tendenziali (+ 2,1\%). Il tutto mentre viene rivisto al ribasso il calo di produzione industriale in aprile: era al – 3,7\% contro il – 3,6\% comunicato in un primo tempo.

In ogni caso comanda l`incertezza e questo si riflette anche sui cambi. Ieri l`euro ha vissuto una giornata da montagne russe a causa dei titoli quotati a Wall Street (boa pilota del dollaro). Una serie di oscillazioni improvvise e repentine hanno accompagnato la moneta unica che ha prima ripreso la corsa verso la parità toccando un massimo di seduta a 0,9969 dollari, per poi ripiegare bruscamente fino a un minimo di 0,9870 sull`onda dell`ottimismo innescato dalla notizia della revisione al rialzo del rating di Cisco. Notizia che ha riacceso l`interesse degli operatori verso il mercato Usa trainando il dollaro verso un deciso recupero. E portando l`euro ai minimi da nove mesi sullo yen.



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