12 Agosto 2019

«Segnale di forte sfiducia Va trovata una soluzione»

«La speranza è che si riesca ad evitare l’ aumento, perché per le famiglie sarebbe una vera iattura». A dirlo è Davide Cecchinato, presidente provinciale di Adiconsum, Associazione difesa consumatori e ambiente che ha sede in lungadige Galtarossa, «Con i consumi che faticosamente si erano rimessi in moto il balzo dell’ Iva dal 22 al 25 per cento sarebbe un problema serio e oltretutto darebbe un ulteriore messaggio di sfiducia… Spero quindi che si tratti di uno scenario che si può ancora evitare».Per la famiglie veronesi, avverte Cecchinato, le conseguenze sarebbero rilevanti. «Dai consumi alimentari, alla spesa, ai prodotti di uso quotidiano, ai servizi bancari, alle bollette sul gas e l’ elettricità il budget familiare ne risentirebbe moltissimo e il prezzo più alto nel caso scattassero le temute clausole di salvaguardia», sottolinea, «lo pagherebbero le famiglie con i redditi più bassi, per questo l’ auspicio è che, al di là dei giochi politici, si trovi una soluzione che ci metta al riparo da questo pericolo». Le clausole previste dagli accordi con l’ Unione Europea, tra l’ altro, prevedono anche gli incrementi delle accise sui carburanti con un gettito stimato dalla Legge di bilancio pari a 400 milioni di euro all’ anno, con conseguenti effetti negativi sui listini dei beni trasportati su gomma .«I rincari dei listini in caso di ritocco dell’ Iva toccheranno ogni aspetto della nostra vita», afferma il presidente nazionale di Codacons, Carlo Rienzi. «Costerà di più fare colazione al bar o in casa, ma anche», continua Rienzi, « prendere la macchina per andare al lavoro, andare dal parrucchiere o portare un abito in tintoria, pagare le bollette o trascorrere una serata al cinema o in pizzeria». Le clausole di salvaguardia Iva fanno parte dei vincoli che l’ Italia ha con l’ Unione Europea e che prevedono, qualora non fossero reperite le risorse necessarie, l’ aumento delle aliquote Iva ordinaria e agevolata già a partire dal 2020 e fino al 2022. A doversi confrontare con le clausole di salvaguardia e con l’ aumento dell’ Iva, già previsto dalla Legge di Bilancio 2019, sarà il nuovo Governo che si formerà dopo l’ ormai certo scioglimento delle Camere. Il nodo sta nel reperire circa 50 miliardi di euro nei prossimi due anni, necessari per la loro sterilizzazione. Tuttavia c’ è il rischio che non ci siano i tempi tecnici per evitare che dal 2020 scatti l’ aumento IVA a causa di una crisi di Governo che porta al rischio concreto dell’ esercizio provvisorio di bilancio.
e.s.

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