17 Novembre 2009

“Segnale assente”: è l’Odissea digitale

Tv & decoder Ieri il passaggio alla nuova tecnologia, problemi per decine di migliaia di romani

 «Segnale assente»: due parole. E il buio nello schermo. Per decine di migliaia di romani che pure avevano acquistato il decoder il passaggio dalla tv digitale ieri non è stato piacevole. A partire dalle dieci del mattino le emittenti nazionali e locali hanno spento i trasmettitori analogici e hanno cominciato a inviare il segnale con la nuova tecnologia. La transizione nel Lazio andrà avanti fino al 30 novembre. In teoria doveva restare al buio solo chi non si era attrezzato per tempo con decoder o ricevitore satellitare. E invece anche tantissime famiglie che avevano comprato gli apparecchi abilitati sono rimaste senza tv. Secondo il ministero dello Sviluppo economico, però, «dal punto di vista delle tecnologie tutto è andato come previsto, sono stati convertiti 495 impianti, per un totale di oltre 4 milioni di persone coinvolte». E i problemi? «Inevitabili in un’operazione di queste dimensioni. Roma ora è la prima Capitale europea interamente digitale»». E per Andrea Ambrogetti, presidente di Dgtvi, il consorzio di imprese che operano nella tv digitale, «i disservizi saranno risolti al massimo nel giro di qualche ora». Decine di migliaia di romani, nella speranza di avere assistenza e veder comparire tutti i canali sullo schermo, hanno preso d’assalto il numero verde gratuito del ministero (800.022.000, attivo dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20) e quello della Rai (800.111.555, attivo tutti i giorni dalle 8 alle 23). Le associazioni dei consumatori sono andate all’attacco.  Il Codacons ha annunciato un ricorso urgente al Tribunale «per posticipare la data dello switch-off (appunto il passaggio al digitale) in modo da dare più tempo ai cittadini per informarsi ». Critica anche l’Adoc: «Siamo la prima Capitale europea senza tv – ha detto il presidente Carlo Pileri – , anche se i romani hanno buttato 300 milioni di euro per prepararsi. Fra costi per decoder e antennisti ogni famiglia ha speso fino a 180 euro. Ma molti canali anche di Rai e Mediaset per tantissimi romani sono spariti». Per Giorgio Merlo, parlamentare del Pd e membro della commissione di vigilanza Rai, «il passaggio al digitale terrestre per i romani si sta rivelando un incubo». Senza considerare un altro problema, sollevato da un esponente locale di centrodestra: «Dobbiamo riscontrare in questi giorni un vergognoso incremento di televisori abbandonati nelle strade e nei parchi della città, vicino ai cassonetti e presso discariche abusive», ha dichiarato in una nota Augusto Santori, consigliere del Pdl del Municipio XV. Per sapere come smaltire le vecchie tv, l’Ama invita a consultare il numero verde 800.867.035 o il sito Internet www.amaroma.it.

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