Sedicenne ucciso in bicicletta: esame tossicologico sull’ automobilista
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fonte:
- IlGiorno.it
Monza, 2 aprile 2015 – Matteo Trenti aveva sedici anni, i diciassette li avrebbe compiuti solo dopo l’ estate. Era una bravo ragazzo, impegnato, con dentro di sé i sani valori dello scoutismo. Matteo Trenti è morto . Dopo una notte in agonia , i medici dell’ ospedale San Gerardo di Monza, che pure avevano provato in tutte le maniere a salvarlo anche operandolo, sono stati costretti a dichiarare il suo decesso. Morte cerebrale, la sua, a cui ha fatto seguito la decisione della sua famiglia di dare il via libera all’ espianto degli organi . Matteo Trenti è stato investito da un’ automobile nella tarda serata di martedì, intorno alle 23. Tornava proprio da una riunione dei boy scout al Carrobiolo. Aveva fatto un tratto di strada assieme a un amico, poi – giunto all’ altezza di largo Mazzini – aveva piegato per tornare nella sua casa sulla sua Mountain Bike rossa. Via Porta Lodi 2, elegante agglomerato di palazzine in centro, un’ ottantina di famiglie. Matteo andava lì e per farlo stava percorrendo la pista ciclabile di via Azzone Viscont i. Giunto all’ altezza di piazza Cambiaghi, di fronte al Palazzo della Camera di Commercio, ha abbandonato la pista ciclabile per attraversare la strada. Da largo Mazzini , e diretto come lui verso via Bergamo, arrivava però anche un’ auto sportiva, una Volkswagen Scirocco di colore bianco. Non si sa a quale velocità andasse , ancora non sono chiare le eventuali responsabilità dei due veicoli, la bicicletta e la macchina. Fatto sta che l’ impatto è stato tremendo, la bicicletta ha centrato la vettura dal lato del guidatore. Il ragazzo è stato disarcionato, è finito sul cofano e ha infranto il parabrezza della vettura, ed è stato proiettato in avanti di alcune decine di metri prima di rovinare pesantemente a terra in una pozza di sangue. Gli operatori sanitari arrivati a bordo dell’ automedica e dell’ autoambulanza inviate dal 118 hanno provato a rianimare il ragazzo , che era andato in arresto cardiaco, per oltre mezz’ ora. Quindi lo hanno trasportato d’ urgenza all’ ospedale San Gerardo di Monza, al Reparto di Rianimazione , dove è stato ricoverato e operato. Ieri in tarda mattinata, la ferale notizia che non c’ era più nulla da fare , era ormai tutto inutile. Gli agenti della Polizia locale hanno chiuso a lungo il tratto di strada interessato per effettuare i rilievi. E hanno chiesto di sottoporre il ragazzo al volante della Volkswagen Scirocco, un ventiseienne di Buccinasco – che si è fermato subito dando l’ allarme -, ai test necessari per misurare l’ eventuale tasso di alcol e di sostanze psicotrope nel suo sangue. Non li hanno effettuati subito, smentendo di fatto la notizia trapelata ieri in un primo momento che l’ automobilista – apparso ieri in stato di profondo choc – fosse sotto l’ effetto di cannabinoidi. Ieri è stato detto poi che il ragazzo sarebbe risultato positivo a un primo test tossicologico, ma che bisogna attendere un secondo test di conferma. Il comandante della Polizia locale Alessandro Casale però precisa: “Non ci sono test positivi, solo gli esami dell’ ospedale ci diranno se è stupefacente” . Decisive saranno le immagini immortalate dalle telecamere posizionate sulla zona. Sul posto è arrivata in serata anche la madre del ragazzo, sconvolta, che stava attendendo preoccupata il figlio a casa con i suoi due fratelli, una ragazzina e un bambino più piccoli. Uscita per avere notizie dello strano ritardo del ragazzo, pare abbia capito di essere finita in pieno in una tragedia quando ha visto, e riconosciuto, una delle scarpe del figlio . Ieri nalla ridda di commenti e ipotesi che hanno contornato la tragedia, da segnalare un comunicato del Codacons che chiede ancora una volta l’ introduzione in Italia del reato di omicidio stradale e maggiore tutela dei ciclisti. di Dario Crippa.
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