Sede della Regione, proposto il referendum
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fonte:
- Il Tempo
CAMPOBASSO Con la sentenza del Tar sull’utilizzo del vecchio Romagnoli i aprono vasti interrogativi. Se da una parte il Tribunale amministrativo boccia il palazzo della Regione resta da valutare se il giudizo si allarga anche all’intero accordo di programma che prevede una larga fascia di urbanizzazione cittadina. Su cui pende un altro ricorso di «Fare verde» che sarà esaminato l’otto aprile. Ieri mattina, intanto, sull’argomento l’avv. Pino Ruta ha illustrato le ragioni che hanno portato all’istanza formulata davanti al Tribunale amministrativo di Campobasso e quindi la sentenza dell’organo di giustizia amministrativa del Molise. Ripetendo la posizione del Codacons da lui assistito e difeso e ribadendo che che la vicenda ha coinvolto la sensibilizzazione di diverse associazioni cittadine contrari ad un intervento che avrebbe cambiato i connotati della città capoluogo attraverso la realizzazione sull’area del vecchioo Roamagnoli di circa 20 mila quadrati di cemento, Ruta ha detto «che sulla base di questi motivi e sul fatto che la predetta scelta non era stata suffragata da ragioni urbanistiche ma da profili contrattuali, il Tar Molsie ha ritenuto di annullare per sviamento dall’interesse pubblico perseguiti gli atti con i quali la Regione e il Comune avevano impedito il perfezionarsi della variante al Piano regolatore generale impedendo l’attuazioner di un disegno urbanistico che aveva destinato la predetta area a verde pubblico atterzzato». Il responsabile regionale del Coordinamento di associazioner per la tutela dell’ambiente e dei diritti di utente e consumatori avv. Fabio Del Vecchio ha aggiunto «Faremo un referendum per appurare se i cittadini di Campobasso vogliono sul campo da gioco del Romagnoli un parco dove far giocare i bambini o autorizzare una colata di cemento. Per il momento il pericolo che un’operazione speculativa di vasta cementificazione possa essere attuata in spregio agli interessi dei cittadini ed alle migliaia di persone firmatarie di una mozione a suo tempo cestinata dall’attuale amministrazione è scongiurato». La vicenda, ovviamente, come annunciano i due legali non finirà certamente qui. Le asociazioni e quindi il Codacons vigileranno su tutto quanto avverrà da qui in poi a protezione di eventuali ricorsi dichiarando, poi, che assumeranno anche altre inziiative a difesa della loro pasizione.
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