8 Febbraio 2007

Secondo il Codacons nelle autostrade aperto il 38,5%

I sindacati dei benzinai parlano di adesione storica. Secondo il Codacons nelle autostrade aperto il 38,5%
Chiusi 9 distributori su 10
Polemiche sull`intervento delle Regioni e delle Prefetture

ROMA. “Un`adesione straordinaria“ con 9 distributori su 10 chiusi per sciopero. È il bilancio della serrata dei benzinai tracciato, a quasi 24 ore dall`inizio delle chiusure, dagli stessi gestori che parlano di cifre storiche. Ma mentre montano le polemiche sull`intervento di Regioni e Prefetture che avrebbero precettato alcuni impianti per garantire gli standard del pubblico servizio, sulla vicenda torna lo stesso ministro dello sviluppo economico, Pierluigi Bersani, che definisce la serrata dei benzinai una “drammatizzazione“ e ricorda il suo tentativo di mediazione: “Avevo inviato una lettera per convocare un incontro“. Sulla vicenda c`è stata un “eccessiva drammatizzazione. Non vedo la ragione di creare tanti disagi ai cittadini“ aggiunge il ministro, rinviando al mittente le accuse di favoritismo nei confronti della grande distribuzione. “Non é vero che c`è l`intenzione di discutere soltanto dopo che si è avviato l`iter parlamentare“ e “non è accettabile che si dica che si è voluto fare una favore a qualcuno“. Alla base dello sciopero, che rappresenta solo il primo pacchetto di due giorni dei 14 messi sul piatto dai gestori, c`è il ddl liberalizzazioni che, secondo i benzinai, conterebbe una serie di misure volte ad aprire e agevolare la vendita dei carburanti in supermercati e ipermercati, con il rischio di mettere fuori gioco la categoria. Dopo la serrata dei tassisti, che quest`estate in concomitanza con il primo pacchetto liberalizzazioni del Governo fecero manifestazioni di protesta per giorni in tutte le città italiane, è arrivata dunque la volta dei benzinai che hanno chiuso le pompe martedì sera e non le riapriranno se non domani mattina. Pronti a proseguire la battaglia con altre iniziative. Non solo di chiusura ma anche di “guerra sul fronte dei prezzi“, rompendo cioè gli accordi su quelli massimi con le compagnie petrolifere e lasciando a ogni benzinaio libertà assoluta. A inasprire ulteriormente il clima benzinai-governo, già infuocato da giorni, ieri è arrivata anche la notizia di una serie di precettazioni che alcune prefetture avrebbero inviato in alcune zone. “Nella notte le forze dell`ordine hanno consegnato ad alcuni gestori ordinanze prefettizie di apertura degli impianti: un atto di provocazione gravissima che interrompe una consuetudine democratica in questo settore“, spiega Roberto Di Vincenzo, segretario generale della Fegica-Cisl, una delle tre sigle dei benzinai. “È evidente che il Governo è in fibrillazione per la straordinaria risposta della categoria che – prosegue la Fegica – ha partecipato alla chiusura con adesioni superiori al 90%, una partecipazione che storicamente non era mai stata raggiunta“. Sullo sciopero, come di consuetudine, è comunque “balletto di cifre“ i consumatori del Codacons ridimensionano i numeri dei gestori e parlano di iniziativa “non riuscita“, sottolineando che sulle autostrade italiane il 38,5% dei distributori di benzina (pari a 1 ogni 50 Km) sarebbe regolarmente aperto.

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