20 Aprile 2006

Secondo il Codacons l`inflazione in Italia a fine anno potrebbe attestarsi intorno al 2,5-2,6%

Aumenta la benzina. Secondo il Codacons l`inflazione in Italia a fine anno potrebbe attestarsi intorno al 2,5-2,6%

ROMA – Senza freni. Il petrolio corre verso il rialzo con pessime previsioni del FMI che vedono a metà di quest`anno il greggio a quota 80 dollari. Record dopo record, il greggio ha superato ieri sera i 72 dollari al barile sulla piazza di New York. Ma l`oro nero spinge al rialzo anche tutti i beni rifugio, tra i primi l`oro che è arrivato ad un picco storico di 629 dollari l`oncia, il prezzo più alto da dicembre `80. Di quest`onda al rialzo si avvalgono anche l`argento e il platino che toccano 1,21 dollari e 14,53 dollari. Il greggio varietà brent a Londra ieri ha sfiorato 74 dollari dopo il calo delle scorte statunitensi. Le scorte di greggio negli Usa sono scese la scorsa settimana di 806.000 barili, mentre quelle della benzina hanno segnato un calo di 5,45 milioni di barili, pari al 2,62 per cento. Gli aumenti del greggio si stanno riflettendo sul costo della benzina e la Confesercenti calcola che negli ultimi due anni il caro petrolio è stato pagato da cittadini e imprese oltre 2 miliardi in più. Con i ritocchi di aprile la benzina ha fatto registrare rispetto a gennaio 2004 incrementi pari al 28,8 per cento e il gasolio per auto il 39,8 per cento. L`Agip ha deciso un aumento di 2 centesimi per la verde e di 3 centesimi per il gasolio. La Erg oggi ritoccherà i listini a 1,349 euro al litro e il diesel a 1,223 euro. Secondo il Codacons a fine anno l`inflazione in Italia potrebbe attestarsi attorno al 2,5 o 2,6 per cento. Alla base di questo rinfocolamento di rincari c`è la tensione tra Iran e Usa. Proprio ieri Washington ha chiesto perentoriamente la fine di ogni cooperazione in campo nucleare con l`Iran, mantenendo sul tappeto l`opzione militare, anche se Russia e Cina non vogliono neanche sentir parlare di sanzioni, mentre l`Europa che resta contraria all`impiego della forza potrebbe appoggiare una maggiore determinazione nel costringere Teheran a recedere da “passi sbagliati“ come l`assemblaggio di pezzi di armi nucleari. La questione delle sanzioni resta ipotetica perchè Russia e Cina hanno diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell`Onu. E Mosca ha contratti miliardari con l`Iran, mentre la Cina è in pieno sviluppo e ha bisogno del petrolio iraniano. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ieri ha chiesto ai paesi produttori di petrolio di vendere il greggio ai paesi poveri ad un prezzo più basso visto che il petrolio non “è ancora arrivato al suo valore reale“. Resta il fatto che l`Iran esporta ogni giorno circa 2,7 milioni di barili e l`Aie, l`agenzia internazionale per l`energia, che assicura le riserve strategiche, afferma che si può andare avanti per 4 anni, anche se l`Iran interrompe l`esportazione.

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