11 Gennaio 2017

Secondo giorno di disagi a Roma. Un alunno ricoverato in stato di ipotermia

Secondo giorno di disagi a Roma. Un alunno ricoverato in stato di ipotermia
Il Miur chiede la lista dei disagi all’ ufficio scolastico regionale del Lazio

 
Ancora gelo nelle scuole romane. «Molti ragazzi del Galilei e del Giulio Cesare stamattina (ieri, ndr) non sono entrati perché persistono temperature glaciali. Anche al Tasso e al Righi parecchi studenti non sono entrati perché si sono avuti problemi con le condutture idriche, forse gelate. È una débâcle, stanno venendo al pettine problemi funzionali delle scuole segnalati da de cenni al Comune di Roma e aggravati da questa ondata di freddo». A parlare è il presidente dell’ Associazione nazionale Presidi del Lazio Mario Rusconi. E dall’ Ufficio scolastico regionale è arrivata richiesta urgente di segnalazione dei disagi legati al malfunzionamento dei caloriferi per il Miur, da inviare entro oggi alle 11. Al Pa scaldi Pomezia anche ieri temperature molto basse: 12 gradi. E alcuni ragazzi hanno pensato di portarsi una stufetta da casa. Termosifoni accesi a singhiozzo durante la giornata nella migliore delle ipotesi oppure spenti del tutto hanno lasciato al freddo durante l’ orario di lezione qui pure gli studenti dell’ Istituto Copernico edel Cavazza. Mentre la dirigenza dell’ Istituto comprensivo Matteotti ha sospeso le atti vità didattiche a causa del perdurare dei problemi all’ impianto di riscaldamento. Della situazione è stato informato il Comune. Nella Capitale tanti i casi di “recidiva”. Dalla Manzoni di via Populonia a La Coccinella di Garbatella. Aule -freezer da Trionfale a Lunghezza, da Prati a San Giovanni fino a Monteverde. Saranno stati pure solo «62 impianti ieri l’ altro su 1.124 malfunzionanti», come ha fatto notare il Campidoglio, ma la situazione ha invaso ancora ieri tutti i quadranti dell’ Urbe. Al plesso Giuseppe Verdi di via Gela all’ Alberone, i genitori hanno misurato la temperatura nelle aule: 14,8 gradi alle 9.25. Termosifoni tiepidi. Si stava con giacca, sciarpa e guanti; i più piccoli con i piumoncini addosso. «Abbiamo saputo dalla coordinatrice che domenica c’ è stato uno sbalzo di corrente e che ieri l’ altro la caldaia non funzionava per questo», racconta Francesca Meuti, mamma di un bambino di 6 anni. «Sono tornata a riprendermi mia figlia perché c’ era freddo, poi ho visto che i termosifoni erano diventati abbastanza caldi. Ma solo verso le 12.30», si accoda Rosangela, mamma di Noemi, 5 anni. «Sono andata al Municipio a segnalare la situazione, ma non sono riu scita a parlare con nessuno. Mi hanno detto di inviare una mail al presidente e all’ assesso re competente. Anche le maestre non riescono a lavorare così. Un bambino della sezione A, che ha subìto un intervento, ieri l’ altro si è sentito male ed è stato ricoverato in ospedale per ipotermia. Me l’ ha confermato una maestra». La scuola Case e Campi è rimasta invece chiusa per la rottura di una tubatura dell’ acqua. Il piano “Scuole calde”, annunciato con enfasi dal Campidoglio, rischia altresì di diventare perfino un guaio giudiziario per il sindaco Raggi. Mentre in ambiente Cinque Stelle si grida al «complotto delle caldaie», il Codacons ha annunciato l’ imminente presentazione di un esposto in Procura, con l’ ipotesi di interruzione di pubblico servizio. «Tra ieri (l’ altro,ndr) e oggi (ieri, ndr) molti genitori, non potendo lasciare i figli piccoli in asili e scuole ghiacciate, sono stati costretti a riportare i bimbi a casa, ricorrendo a ferie e permessi sul lavoro o pagando baby sitter. Un costo enorme per le famiglie che ora – sottolinea il presidente del Codacons Carlo Rienzi – il Comune di Roma dovrà risarcire, se non vuole ritrovarsi sommerso da azioni legali da parte dei genitori».
 
 

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