13 Giugno 2010

Seconda udienza e prime, importanti, questioni procedurali affrontate al processo in corso all’ Aquila

Seconda udienza e prime, importanti, questioni procedurali affrontate al processo in corso all’ Aquila (struttura giudiziaria di Bazzano) per il crollo della Casa dello Studente, avvenuto durante il terremoto del 6 aprile dello scorso anno, sotto le cui macerie morirono otto persone e, tra di loro, il reatino Luca Lunari. In attesa che la Corte di Cassazione si pronunci in merito alla richiesta di trasferimento a Campobasso avanzata dai legali di due indagati («Il clima può condizionare l’ esito del dibattimento»), ieri l’ intera seduta è stata assorbita dal confronto tra le parti sulle richieste di costituzione di parte civile. La famiglia Lunari (i genitori di Luca e le due sorelle) nonchè Giada Zacchia, la compagna dello studente (erano diventati da pochi mesi genitori di una bambina), tutti assistiti dall’ avvocato Elena Leonardi, sono stati ammessi in giudizio, alla stregua dei familiari delle altre vittime e di coloro che rimasero solo feriti, mentre è stata respinta dal giudice dell’ udienza preliminare la richiesta presentata dall’ Università dell’ Aquila. In questo caso il pubblico ministero Fabio Picuti aveva chiesto che la costitutzione di parte civile venisse ammessa nei confronti di nove degli undici indagati, fatta eccezione di due tecnici nominati dall’ Ateneo per verifiche, controlli e progetti. Sono entrati nel processo anche le associazioni del Codacons e di Cittadinanzattiva. In tutto, le parti ammesse sono oltre cinquanta. Il processo, come anche è stata l’ inchiesta condotta dal procuratore Alfredo Rossini e dal sostituto Picuti, non vuole arenarsi in pericolose "trappole" che potrebbero ritardarne il cammino. Lo stesso gup, infatti, ha spiegato che è sua intenzione condurre il processo in tempi ragionevoli, quindi ha deciso di posporre le questioni che causerebbero ritardi, per affrontarle in seguito maggiorate dalla forza di una sentenza penale. Il riferimento è alle responsabilità civili. Ieri mattina il giudice Giuseppe Grieco, per la prima volta, ha fatto riferimento alla questione della rimessione del processo ad altra sede, sottolineando che, sebbene non abbia sospeso il dibattimento, dovrà riflettere nel momento in cui dovrà assegnare ad alcuni periti l’ incarico per le consulenze, in quanto se a quel punto la Cassazione non avrà ancora deciso sul "legittimo sospetto" vorrebbe evitare di convocare degli esperti e poi doverli revocare. Esaurite le questioni legate alle costituzioni di parte civile, il giudice ha rinviato il processo al 26 giugno annunciando che fisserà un’ altra udienza a luglio. A quel punto deciderà cosa fare, probabilmente sospendendo il dibattimento se ancora non sarà reso noto quanto stabilito dalla Cassazione. M.Cav. RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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