24 Novembre 2020

Seconda ondata, il Codacons e i 57 milioni donati dai privati

Sul fronte della seconda ondata dell’emergenza Covid, che ha travolto con maggiore intensità della prima molte regioni d’Italia il Codacons ha presentato anche alla Procura della Repubblica di Venezia un esposto per chiedere ai magistrati di verificare – nello specifico – come siano stati spesi dalla Regione non solo i fondi della sanità pubblica per affrontare la pandemia, ma anche i 57 milioni di euro raccolti dalle donazioni private in primavera: 6,5 da Banca Intesa, Finprog e Dire con 5 milioni, De Longhi 2, Generali 1,5 San Benedetto, Irca Industria, Mastrotto Group, Cereal Docks con 500 mila euro l’uno Il procuratore Bruno Cherchi – in una fase del tutto preliminare – ha incaricato la polizia giudiziaria di fare il punto, chiamando in audizione l’avvocato Giuseppe Ursini, legale dell’associazione dei consumatori. L’appuntamento di ieri è però saltato. «Ho fatto presente che con l’e in corso, non potevo muovermi da Napoli», spiega il legale, così è stato deciso che sarà la Guardia di finanza di Napoli a sentirmi». Ma cosa contesta il Codacons alla Regione Veneto? «Chiediamo trasparenza», di- il legale, «sapendo che la seconda ondata sarebbe arrivata e con i molti fondi a disposizione, come è possibile che la sanità sia in tale sofferenza? la salute pubblica?». L’esposto è stato presentato in alcune Procure dove la situazione è più difficile – a Monza, Milano, Napoli – ma anche a Venezia, nonostante il Veneto sia ancora in zona gialla. «L’evolversi della situazione epidemiologica nazionale con il costante aumento dei casi di positività riaccendono i riflettori sul serio rischio che possa raggiungersi la soglia critica i posti letto», si legge nell’e «in questo caso con l’aggravante da parte della pubblica amministrazione e ogni singola regione di avere avuto tempo e fondi necessari per il potenziamento delle strutture». il Veneto? Più che un j’accuse specifico, una segnalazione “preventiva” che chiede alla Procura di verificare. numeri della seconda ondata sono molto pesanti anche qui: 2395 i pazienti ricoverati in area non critica (a ieri), altre 306 in Terapia intensiva, oltre 3200 persone morte dall’inizio della pandemia. Come ci si è ritrovati in questa nuova emergenza, domanda il Codacons? Che chiede alla Procura di verificare «se possano sussistere ritardi sul fronte della sanità pubblica penalmente rilevanti quali omissioni di soccorso o controllo, ritardo in atti d’ufficio concorso in epidemia colposa».

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