26 Novembre 2021

Seconda condanna nell’inchiesta “Ambulanza della morte”

Seconda condanna nell’inchiesta “Ambulanza della morte” a Biancavilla: trent’anni di carcere sono stati inflitti ad Agatino Scalisi, il secondo barelliere finito nell’inchiesta sulle morti sospette con l’inoculazione di aria nelle vene per accelerare il decesso di pazienti in fin di vita durante il trasferimento dall’ospedale di Biancavilla alle loro abitazioni.

E’ la decisione del gup del tribunale di Catania Carla Valenti al termine del processo celebrato con il rito abbreviato. In un primo procedimento con il rito ordinario, un altro imputato, Davide Garofano, era stato condannato all’ergastolo perché accusato di tre omicidi. Scalisi, invece, è stato giudicato per un solo omicidio, quello della ottantenne Maria Giardina avvenuto nell’aprile del 2014.

Il gup ha anche accolto la richiesta di parte civile avanzate da Luca, Orazio e Giuseppe Arena, titolari dell’agenzia funebre per la quale Scalisi prestava lavoro occasionale e poi l’associazione antiracket e antiusura Libera Impresa, il Comune di  Biancavilla, il Codacons, l’associazione Art.32-97 Aima e l’Asp di Catania.

“Ricorreremo in appello – è stato il commento dell’avvocato Antonino Tomaselli, legale dell’imputato Scalisi – perché nel corso della discussione sono emerse molte contraddizioni. Aspettiamo intanto di conoscere le motivazioni di questa sentenza per capire il perimetro nel quale si è mosso il giudice”.

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