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20 Luglio 2019

“Secca” del fiume Calore: il Codacons diffida il Parco e chiama il Ministero «Chiesto accesso agli atti in Regione»

Problema che si ripresenta ormai ad ogni estate da anni Servono interventi subito Arriva la ‘secca’ del fiume Calore, quest’ anno finora leggermente mitigata dalle costanti precipitazioni. Scende in campo per la tutela il Codacons Salerno. La captazione – ultradecennale delle acque sorgive sul Monte Cervati comporta una totale ‘secca’ a valle, nel tratto di Piaggine, per cui nella stagione estiva il fiume va in sofferenza fino ad un assoluto prosciugamento con conseguenze devastanti per l’ ambiente. «Il danno è visibile a tutti» afferma l’ avvocato Pierluigi Morena, dell’ ufficio legale del Codacons, «per un tratto lungo alcuni chilometri la fauna e la flora fluviale sono lasciati senza un goccio d’ acqua, con irre versibili pregiudizi per l’ ambiente… E’ gravissimo che l’ ente Parco nemmeno veda il problema, ogni anno puntuale arriva la ‘secca’ nel tratto che ricade nel territorio di Piaggine, ogni anno puntualmente volge lo sguardo dall’ altra parte, facendo finta di non vedere. Viene da chiedersi quale sia l’ utilità delle conferenze dei servizi, studi e analisi». Il Codacons ha presentato richiesta di accesso agli atti alla Regione e all’ ente Parco per avere i documenti sulla attività di monitoraggio e di controllo, ha poi diffidato gli enti a svolgere attività di controllo investendo del fatto il Ministero dell’ Ambiente, infine ha presentato un esposto alla Procura del tribunale di Vallo della Lucania perché si accerti se si ravvisano reati ambientali.

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