6 Giugno 2019

Se vai al mercato rischi di saltare per aria

mezzogiorno di fuoco: scoppia la bombola del gas, 20 feriti
nMigliaia di mercati rionali ogni mattina animano i quartieri delle città e le piazze dei paesi. E, ogni mattina, milioni di persone che escono per fare la spesa sono a rischio esplosione. Come è successo ieri a Gela, in provincia di Caltanissetta. L’ esplosione di una bombola a gas del banco che vendeva polli allo spiedo, patatine, e altre leccornie fritte, è esplosa trasformando il mercato giornaliero di via Madonna del Rosario in un mezzogiorno di fuoco. L’ onda d’ urto ha investito le persone in attesa di comprare il pollo per il pranzo in fila vicino al furgoncino – un Fiat Iveco -, ma anche quanti transitavano tra una bancarella e l’ altra creando il panico. Una nuvola di fumo si è levata verso l’ alto, mentre gli ambulanti delle bancarelle non coinvolte dalle fiamme hanno iniziato a prestare i primi soccorsi. Venti le persone ferite, molte di più a chiedere aiuto in un clima alimentato da pianti, disperazione, angoscia. Quattro, invece, i feriti gravi. Si tratta di Melania Marretta, la ragazza di 22 anni addetta alle vendite dei polli: ha riportato ustioni sul 50% del corpo ma non rischierebbe la perdita di un occhio come era apparso sin dall’ inizio. i soccorsi In elisoccorso è stata trasportata nel reparto Grandi ustionati dell’ ospedale Cannizzaro di Catania. Qui si trovano anche i suoi due colleghi di lavoro, Claudio Catanese e Vittorio Manta. Hanno riportato ustioni su oltre metà del corpo. Tutti e tre sono in codice rosso. Una quarta persona è stata invece ricoverata al Civico di Palermo. Si tratta di una donna incinta all’ ottavo mese di gravidanza, moglie di un carabiniere. Gli altri feriti, tra cui un ragazzino di 14 anni, sono state soccorse e medicate nell’ ospedale di Gela, e per fortuna le loro condizioni non destano preoccupazione. Tutti i medici a riposo sono stati richiamati in servizio per rendere i soccorsi più veloci, mentre il campo di calcio dell’ oratorio salesiano di Gela è stato utilizzato come pista per gli elicotteri del soccorso. Intanto, la procura di Gela ha aperto una inchiesta per accertare le cause dell’ esplosione e le eventuali responsabilità. Mentre il furgone e quel che è rimasto delle bombole è stato sequestrato per le perizie. pericolo a cielo aperto Con l’ esplosione di ieri si ripropone il tema della pericolosità delle bombole a gas, utilizzate non soltanto dagli ambulanti, ma anche in molte abitazioni nelle quali, peraltro, sono stati causa di diversi incidenti mortali. L’ ultimo episodio risale a due giorni fa e a farne le spese è stato un anziano di 82 anni. È successo a Roma. Andrea Arzà, componente del Cda di Liquigas, l’ azienda leader in Italia nella distribuzione di Gpl, bombole e serbatoi, stima che «oltre il 20% del mercato totale di bombole di Gpl commercializzate nel nostro Paese, in particolare nel Centro-Sud Italia, è caratterizzato da fenomeni di riempimento abusivo». Attività, spiega Arzà, «che danneggia l’ utente». Dunque, un ambulante su cinque sarebbe a rischio e con loro quanti si dovessero trovare nei pressi della bombola. Certo, non si sa nulla ancora di quella esplosa ieri, lo stabilirà la procura. Quel che è certo, come denuncia il Codacons, è che i controlli scarseggiano. Nel commentare i fatti di Gela, Francesco Tanasi, segretario generale dell’ associazione dei consumatori ha denunciato «l’ assenza di controlli e la mancata osservanza delle norme di sicurezza che, se rispettate, avrebbero permesso di evitare o quantomeno di prevenire eventi del genere che sono solo gli ultimi di una lunga serie». G.G. riproduzione riservata.

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