9 Novembre 2009

Se si resta bloccati per ore a un ingorgo si può chiedere il risarcimento?

Sì, ma la colpa dell’ente proprietario della strada deve essere evidente. Com’è accaduto tempo fa a Bolzano Sì, la richiesta di risarcimento per le ore perse in ingorghi su strade e autostrade è possibile. Ma a condizione che siano certe le responsabilità del proprietario della strada «ingorgata ». L’azione è limitata ai casi in cui l’ingorgo non sia attribuibile a eventi fortuiti o imprevedibili. Per esempio, se si verifica un incidente che blocca la carreggiata e a causa di tale sinistro si creano file di veicoli, non sarà possibile avviare azioni, poiché l’incidente non era in alcun modo prevedibile o evitabile. Diverso il caso in cui, accertato il blocco totale della circolazione dovuto a un incidente magari avvenuto 2 ore prima, il proprietario della strada non avvisa gli utenti con cartelli luminosi in prossimità dei caselli di immissione. Un altro esempio di situazione in cui si può far causa, è quello di un cantiere stradale che ostruisca la carreggiata, qualora lo stesso non sia debitamente segnalato attraverso l’apposita segnaletica. In fatto di danni da traffico esiste già un importante precedente: il giudice di pace di Bolzano, Mirta Pantozzi, ha condannato la Società Autostrada del Brennero al risarcimento del danno esistenziale subìto da un automobilista a seguito della mancata segnalazione di code all’entrata in autostrada. Al casello non c’erano indicazioni di traffico o interruzione della carreggiata, ma dopo poche centinaia di metri l’automobilista rimase sulla bretella di immissione, dietro la coda formatasi per un incidente avvenuto 2 ore prima!
Carlo Rienzi presidente del Codacons

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