SE LE manifestazioni degenerano, creano problemi delicati
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Monito del ministro degli Interni e i consumatori preparano contromosse
ROMA “SE LE manifestazioni degenerano, creano problemi delicati“. Il ministro dell`Interno, Amato, è preoccupato per il perdurare delle proteste dei tassisti. E sottolinea: “Se la richiesta è quella di ritirare il decreto, non credo che ci siano possibilità di accordo“. Tuttavia, spiega che “il decreto detta certe linee e affida ai comuni la loro realizzazione. E` quella la sede nella quale sciogliere i nodi fermo restando che un pò di respiro il servizio de taxi a giudizio degli italiani, lo dovrebbe avere“. Insomma, una mediazione è possibile. ma questa può avvenire solo nella sede naturale del comune, tenendo conto anche dei cittadini consumatori. Che ieri si sono mostrati compatti e agguerriti. Ancora denunce alle Procure della Repubblica contro i tassisti per interruzione di pubblico servizio da parte di varie assiciazioni, ma anche una “mano tesa“ a marciare insieme l`11 luglio mettendo in atto una sorta di “sciopero bianco“ al posto delle iniziative minacciate. Viaggia, quindi, su un doppio binario la controrivolta dei consumatori contro i tassisti italiani. Da un lato prendono sempre maggiore forza le iniziative più dure, come quella del Movimento Difesa del cittadino che ieri ha presentato una serie di esposti contro il blocco del traffico e l`interruzione di un servizio “di pubblica necessità“, dall`altro il Codacons tenta di ricomporre la frattura. Certo è che ieri anche Antonio Martone, presidente della commissione di garanzia sugli scioperi, ha usato toni poco concilianti contro i tassisti. “Che i tassisti possano scioperare non lo contesto – ha spiegato – ma tutto deve avvenire nel rispetto delle regole“. Poi ha ventilato la possibilità che, in caso del perdurare della protesta, “potremo chiedere l`estrema ratio della precettazione“. E mentre il Codacons invita gli operatori del settore “a non farsi strumento di lotta dei poteri forti delle professioni“, la Federconsumatori prende una posizione netta: “Sì al decreto Bersani, no alla marcia dei 40 mila“. “Nei prossimi giorni – ha spiegato il presidente, Rosario Trefiletti – verranno avviate iniziative per informare i cittadini e per ragionare con loro su ulteriori passi avanti da fare a vantaggio della concorrenza nel mercato. Auspichiamo che in tempi brevi i problemi si possano risolvere con il dialogo“. Mentre Cittadinanzattiva fa i conti in tasca ai taxisti. Conti che dicono che In Italia, negli ultimi 5 anni, le tariffe hanno registrato un aumento del 19%. E che, nello stesso tempo, il nostro Paese detiene il primato per il minor numero di taxi rispetto agli abitanti: a Firenze il rapporto è di 1/ 613, a Roma di 1/457, a Napoli di 1/422 e a Milano di 1/286. Per Cittadinanzattiva, quindi, “se aumenterà il numero dei taxi diminuiranno le tariffe“. La tesi è suffragata da questi numeri. Nelle città europee in cui il numero di taxi, in rapporto agli abitanti, è superiore, si registrano tariffe più basse. Il costo più alto, per una corsa media di 5 km, si registra a Bruxelles (13.25 euro) dove circolano 1,3 taxi per 1.000 abitanti, mentre a Dublino, dove ci sono 5,2 taxi per 1.000 abitanti, si pagano 5.50 euro. A Milano i taxi sono 1,6 per 1000 abitanti e si pagano 8,75 euro, a Roma 2,1 per 1000 abitanti con una spesa media di 7,36 euro mentre a Parigi i taxi sono 2,5 per per 1000 abitanti e si pagano 7,75 euro, a Praga 3,9 per 1000 abitanti per un costo di 6,01 euro.
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