24 Agosto 2002

Se la vacanza diventa un incubo

La legge va sempre più incontro ai cittadini, ma ogni anno aumentano i casi di disavventure in viaggio

Se la vacanza diventa un incubo

La prevenzione è l`arma migliore, ma se il danno è già avvenuto, è importante muoversi tempestivamente

Per rovinare una vacanza sognata e agognata durante i lunghi mesi invernali basta davvero poco. E, malgrado la legge vada sempre più in aiuto del turista, ogni anno i casi di viaggi fantasma, prezzi lievitati, alberghi non corrispondenti alle aspettative, bagagli smarriti aumentano sensibilmente. Ogni estate si ascoltano storie che sembrano leggende metropolitane. La reazione più comune è pensare che, a noi, non potrebbe mai capitare. Spesso, però, neanche la preparazione maniacale di ogni minimo dettaglio è sufficiente a preservare dalle brutte sorprese.
Secondo i dati di Telefono Blu, si registrano oltre 310mila casi di vacanza andata a male, pari a oltre 1 milione di persone coinvolte. Considera che, in tutta la stagione, vi sono stati circa 20 milioni di viaggi con quasi 36 milioni di turisti, il rapporto è quindi di 1 a 35. Un dato che aumenta nei viaggi oltre confine: dei 7,5 milioni di persone che fanno le vacanze all?estero, oltre 500mila – cioè 1 caso su 14 – si trovano ad affrontare disagi e disservizi vari.

In Italia, sono pochi i turisti sfortunati che decidono di tutelare i propri diritti, spesso perché avviliti dal senso di colpa per non averci pensato prima. Ma la legge è dalla parte del cittadino. La Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto il danno morale da vacanza rovinata (procedimento C-168/00). Inoltre, la legge italiana garantisce importanti strumenti di tutela al consumatore che ha acquistato un pacchetto turistico e cioè il viaggio, la vacanza “tutto compreso“ risultante dalla prefissata combinazione di almeno due elementi tra: trasporto, alloggio e servizi turistici non accessori al trasporto o alloggio (decreto legislativo n. 111/1995).

La prevenzione resta l?arma più efficace nelle mani del cittadino. I siti internet delle principali associazioni per la difesa dei consumatori offrono importanti servizi, con informazioni, documentazione e modulistica (www.consumatori.it, www.telefonoblu.it; www.aduc.it, www.codacons.it). Se, invece, il danno è già stato subito, è importante muoversi tempestivamente.

Naturalmente, più dettagliata sarà la documentazione relativa ai problemi che si è dovuto affrontare, maggiore sarà la possibilità di far valere i propri diritti, soprattutto se si è conservata l?offerta originale. Se possibile, raccogliere materiale fotografico e testimonianze sul disservizio. Per i pacchetti comprati tramite agenzia bisogna inviare una raccomandata di contestazione entro 10 giorni dalla data del rientro. Chiedere di avere riscontri entro 15 giorni per evitare che si passi alle vie legali. E? consigliabile mandare tutta la documentazione per conoscenza anche a qualche associazione per la difesa dei consumatori. Nel caso in cui non si ottenga alcuna risposta, o che le offerte di rimborso siano insoddisfacenti, ci si potrà rivolgere – a costo quasi zero – al giudice di pace della propria città, chiedendo un rito conciliatorio. Se l?accordo non viene raggiunto, si potrà chiedere al giudice il rito contenzioso.

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