20 Gennaio 2014

Se l’ economia non tira ci pensa l’ occulto

Se l’ economia non tira ci pensa l’ occulto

Secondo i dati diffusi da seri istituti di ricerca come il Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale) e il Codacons, il fatturato presunto di maghi, fattucchiere e sacripanti vari, nei primi sei mesi del 2013, ha raggiunto gli 8,3 miliardi di euro. L’ anno prima il “fatturato” dell’ occulto si era fermato a 7,5 miliardi, quindi in dodici mesi il balzo è stato del 18,5%. Qualche anno addietro si era cimentato, sui calcoli dell’ economia dell’ occulto, anche l’ Osservatorio antropologico che, per il 2009, ne stimava il fatturato in 5 milioni di euro, con un’ evasione pari al 95 per cento. La differenza tra i numeri di cinque anni fa e quelli attuali potrebbe essere una dimostrazione del rapporto tra crisi economica e ricavi dell’ occulto, un’ attività, detto per inciso, che ha costi di produzione minimi. Sempre secondo l’ Osservatorio antropologico, i clienti si concentrerebbero per il 42 per cento nel Nord, per il 27 per cento nel Centro, per il 18 per cento nel Sud e per il 19 per cento nelle Isole. Il Codacons stima che siano 13 milioni i cittadini che si rivolgono al mondo dell’ occulto, un milione in più rispetto al 2011 e oltre 3 milioni in più rispetto al 2001. La spesa per un consulto varia da pochi euro a un migliaio e le consultazioni sono quelle classiche sull’ amore, la salute, i figli e, da qualche tempo, il lavoro. Soprattutto gli uomini vanno dal mago per sapere se manterranno il lavoro o lo troveranno. Il che, francamente, ha dell’ incredibile, soprattutto se si guardano alle aree maggiormente interessate dal fenomeno dell’ occulto, ossia il Nord del Paese. Un altro dato su cui riflettere è che un italiano su 4 (compresi i bambini e i lattanti) senta il bisogno di rivolgersi a questi personaggi dell’ esoterico, spendendo in media 500 euro l’ anno. Si dirà che 8 miliardi e rotti non è una cifra rilevante (attenzione che è semestrale!), ma è quasi pari a quella che gli italiani perdono ogni anno nel gioco delle macchinette. In totale si buttano via quasi 30 miliardi l’ anno, la metà dei mutui erogati dalle banche ogni anno per finanziare l’ acquisto della casa. Questa benedetta Italia non vuol saperne di mettere la testa a posto, visto che 13 milioni di suoi abitanti vanno usualmente dai maghi anziché dai medici, dagli psicologi o agli uffici di collocamento. Quello che ci spaventa è che con questi numeri potrebbero formare un partito politico e avere la maggioranza in parlamento e magari eleggere il mago Otelma come presidente del Consiglio. Oltre a questi, tra di noi ci sono 160 mila cialtroni che riempiono la geografia dell’ esoterico da strapaese (in media 20 maghi per comune, compresi quelli che non arrivano a 100 abitanti). Comincio a non stupirmi se l’ Italia è messa così male. Guglielmo Pelliccioli * Quotidiano Immobiliare.

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