Se Internet beffa gli esami di maturità
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Le fughe di notizie sulle prove
Sarà anche una barzelletta, come l`ha definita il Codacons, ma l`ennesima fuga di notizie sulle tracce delle prove di esame non ha fatto ridere nessuno dei 482.000 candidati e meno che mai i membri delle 23. 650 commissioni disseminate per tutta Italia. Perch? questi esami, per quanto decaduti, sono ancora la via d`accesso obbligata all`Università e alle professioni, e non c`è proprio nulla da scherzare sul fatto che alcuni furbi possano eludere le difficoltà ricorrendo a scorciatoie. Sta di fatto che sia per i temi che per la versione e per i quesiti di matematica la fuga c`è stata. L`ipotesi che le tracce della prova d`italiano fossero state anticipate semplicemente tirando a indovinare fra ipotesi più plausibili è stata drasticamente smentita il secondo giorno, quando, prima ancora che nelle singole commissioni venissero aperte le buste, il portale studenti.it ha diffuso la traduzione del testo di Tacito che in esse era contenuto. E qui di caso proprio non si può parlare! (Notiamo di passaggio che, per un`ironia della sorte, il brano latino in questione riguardava proprio il caso e la necessità …). E` chiaro che, malgrado le precauzioni adottate dal ministero, nel muro della segretezza si sono aperte delle falle. Ma forse non è qui il punto più significativo di questa vicenda. A noi essa sembra soprattutto emblematica di una società che non riesce più a controllare la comunicazione e che se la vede rivoltare contro, sempre più spesso, ogni volta che si tratta di limitarne il potere. Nella vita umana ci sono cose è giusto rimangano nascoste, per poter essere rivelate al momento e nel modo più opportuni. Altrimenti la stessa rivelazione perde ogni significato. Un segreto, detto a tutti, non ha più valore. Ebbene, oggi non si riesce più a custodire nulla di riservato che non diventi subito pubblico. Siamo minacciati da un eccesso di trasparenza. A cominciare da quella degli abiti, che non servono più, come una volta, a coprire, ma principalmente ad evidenziare i corpi. E la stessa cosa vale per le nostre vite e i nostri movimenti personali, sempre più controllabili attraverso banche-dati, telecamere, satelliti. Il Grande Fratello è solo una metafora di ciò che sempre più spesso accade. Per difendere la privacy è stato addirittura necessario istituire un`apposita Authority. In tutto questo ci sono, certamente, dei vantaggi. I cellulari ci permettono di raggiungere chiunque in qualunque luogo e momento. Con la posta elettronica si inviano e si ricevono ogni giorno decine di messaggi, che un tempo avrebbero richiesto settimane per essere smaltiti. Ma questo dilatarsi del fenomeno comunicativo, per altri versi, lo indebolisce, rischiando di banalizzarlo. Lo squillo o la musichetta del telefonino irrompono sempre più spesso nel bel mezzo di una conversazione, vanificando quel clima di intimità che una volta derivava dall`essere l`uno esclusivamente in ascolto dell`altro. La corrispondenza elettronica è, per il suo carattere prevalentemente funzionale, scarna e sciatta, a confronto delle lettere che prima costituivano un`occasione per sviluppare anche pensieri profondi e per comunicare sentimenti delicati. Per non parlare dei SMS che soprattutto gli adolescenti si scambiano per dirsi quello che stanno facendo o pensando in un dato momento, e che si riducono spesso a un campionario di banalità. E` come se, comunicando tutto a tutti, il senso stesso di quello che si comunica rimanesse svuotato. Nel caso delle prove dell`esame di Stato, questa perversa trasparenza è stata anche una risposta all`ansia – quest`anno particolarmente diffusa – di conoscere i quesiti contenuti nelle buste, nella speranza di poter restringere il campo della propria preparazione a quegli argomenti. Ed è prevedibile che qualcosa del genere stia già avvenendo, adesso, nei riguardi delle domande delle terza prova, quella che dev`essere preparata dalle singole commissioni, con una conseguente pressione sui membri (tutti interni) del commissioni stesse, perch? le rivelino in anticipo. Pur con la massima comprensione per lo stato d`animo di chi deve sostenere una prova impegnativa, un simile clima non depone certo a favore del livello di preparazione generale di questi studenti. E in effetti, da un`inchiesta realizzata da SWG e Studenti.it, emerge che i maturandi non si ammazzano di studio. Dei 4.596 ragazzi interpellati, il 25% ha dichiarato di studiare meno di un`ora al giorno, il 16% due ore e il 13% circa tre ore. Solo l`1% di coloro che hanno risposto, dicono di studiare circa nove e dieci ore al giorno. A sgobbare più di dieci ore sono il 5%. Ci si potrebbe chiedere, per pura curiosità, cosa facciano, per impiegare il tempo, alla vigilia e durante lo svolgimento degli esami, quel 54% di ragazzi e ragazze che studiano, al massimo, tre ore al giorno. Ora lo sappiamo: navigano o telefonano per sapere in anticipo le domande e, possibilmente, le risposte. Soprattutto, però, viene spontaneo domandarsi quanto del loro tempo questi bravi giovani abbiano dedicato all`impegno scolastico durante l`anno, quando non erano neppure pressati dall`urgenza dell`esame. Sappiamo dalle statistiche che alla fine verranno promossi praticamente tutti, e con voti mediamente abbastanza alti, dai loro stessi insegnanti che, evidentemente, si accontentano. Si dice spesso che questi esami sono inutili. In buona sostanza, questo è vero. Ma il problema, forse, non è solo la fuga di notizie.
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