16 Marzo 2011

“Se i treni non funzionano potenziamo le corse sui bus”

 
Visto che Trenitalia non funziona, potenziamo e razionalizziamo i trasporti via gomma. I comitati dei pendolari che usano il sistema ferroviario sono stati ricevuti ieri mattina in Provincia dalla presidente, Francesca Zaccariotto. Gianni Foffano (linea Trieste-Venezia), Luciano Ferro (Codacons Quarto d’Altino) e Claudio Vizzi (Bassano-Venezia) hanno lamentato una serie di disservizi, che vanno dai continui ritardi, alla mancanza di pulizia nelle carrozze, fino alla soppressione di treni senza informazione tempestiva. «Viaggiamo spesso senza condizioni di sicurezza – hanno aggiunto i pendolari – i finestrini sono bloccati per dar luogo all’aria condizionata, che non c’è; inoltre molte porte risultano non funzionanti. Inoltre, per treni locali, ci chiediamo a che serva la prima classe». «Il servizio ferroviario statale funzionava molto meglio – ha affermato Foffano – agli abbonati importano poco le sanzioni in denaro applicate dalla Regione, semplicemente vogliono che a quanto speso corrisponda un servizio efficiente». «A Quarto d’Altino chiediamo un’alternativa al treno – ha osservato Ferro – non esiste un autobus che arrivi a Venezia, inoltre raggiungere l’ospedale dell’Angelo diventa un’impresa, con gabella finale da parcheggio di 10 euro. L’Actv stava predisponendo una nuova linea, la 90, poi non si è saputo più nulla».
      «Da semplice sindaco di San Donà – ha risposto la presidente – mi ero già unita alla protesta dei pendolari. Con Trenitalia le istituzioni vivono una specie di sindrome d’abbandono, perché non c’è un referente con il quale risolvere i maggiori problemi. Penso al paradosso della discussione sulla Tav, quando ancora non riusciamo a far funzionare quello che già c’è. Non dobbiamo solo pensare al pendolarismo – ha concluso la Zaccariotto – ma anche agli snodi ferroviari balneari che servono un intero e variegato territorio. La competenza della Provincia è stradale, ed in questo senso chiederò ad Atvo e a Actv una relazione sulle linee, sulle fermate e sull’utenza, perché l’hinterland veneziano si è allargato ed è cambiato rapidamente, mentre forse alcune linee si rifanno ad anni passati. La Provincia intende essere regista delle situazioni, anche in relazione al prossimo «patto dei sindaci» per la politica ambientale».
     

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