19 Aprile 2019

Se aumenta l’Iva, crescerà solo chi la evade

SANDRO IACOMETTI Le stime circolate nei giorni scorsi fanno drizzare i capelli in testa. Secondo Confcommercio l’ aumento dell’ Iva su cui Giovanni Tria, malgrado la strigliata elettorale arrivata da Lega e M5S, punta per far quadrare i conti del prossimo anno, si tradurrà in una botta da 382 euro a testa, 889 a famiglia. La legnata sarà ancora più dura secondo i calcoli del Codacons, che parla di 1.200 euro per nucleo, a parità di consumi. Leggermente inferiori sono, invece, le stime del Sole 24 Ore, secondo cui il maggiore esborso medio sarà «solo» di 538 euro. Qualunque sia la cifra esatta si tratta di un salasso non da poco. Insostenibile per quel 28,9% della popolazione italiana che si trova, secondo i dati snocciolati solo un paio di giorni fa dall’ Istat, a rischio di povertà o esclusione sociale. Ma difficilmente sopportabile anche da chi riesce a fatica ad arrivare a fine mese, magari concedendosi di tanto in tanto una pizza fuori casa. E’ anche per questo motivo che i calcoli di esperti ed associazioni potrebbero rivelarsi completamente sballati. Facendo saltare a cascata anche quelli del governo. Il ministro dell’ Economia conta, così come previsto dal Documento di economia e finanza, di recuperare nel 2020, attraverso l’ aumento integrale dell’ imposta sui consumi previsto dalle clausole di salvaguardia, 23 miliardi di euro. Se questa stima si rivelasse esatta, basterebbe anche utilizzare lo strumento in maniera parziale, che è per ora l’ ipotesi più concreta, per rastrellare le risorse necessarie ad accontentare gli appetiti dei due partiti di maggioranza. PRESSIONE ALLE STELLE Il problema è che in Italia, dove la pressione fiscale è già alle stelle (secondo alcune stime raggiungerà il 43% alla fine del 2019, ai livelli più alti d’ Europa), non sempre ad un aumento delle imposte corrisponde un propozionale aumento di gettito. E quasi mai accade quando di mezzo ci sono i consumi o i servizi offerti dai professionisti. Non serve scomodare Arthur Laffer e la sua famosa curva per sapere che quando la benzina o le sigarette salgono di prezzo, il bottino che entra nelle casse dello Stato diminuisce invece di salire. In quel caso si tratta di un cambiamento di abitudini dovuto al maggior costo. Nel caso dell’ Iva, invece, le abitudini non cambiano. Anzi, si rafforzano quelle esistenti, che consistono nell’ evitare di dichiarare tutto l’ evitabile. Le statistiche sul rapporto tra gli italiani e il fisco sono note. Solo qualche giorno fa uno studio di The Tax Research LLP ha confermato che il nostro Paese è al primo posto in Europa per il livello di evasione, con 190,9 miliardi di euro nascosti complessivamente all’ erario. La Germania, che è a sorpresa al secondo posto, ne conta solo 125. Mentre la Francia, in terza posizione, non supera i 119 miliardi. La classifica cambia, però, se si conta il numero di abitanti. L’ Italia è sempre prima, con una evasione pro capite di 3.156 euro. Al secondo posto c’ è la Danimarca con 3.027 euro. Poi il Belgio (2.676 euro) e il Lussemburgo (2.657 euro). NUMERI IMPRESSIONANTI Ognuno ha i suoi numeri. E sono sempre impressionanti. Secondo l’ Istat l’ economia sommersa italiana vale complessivamente 206 miliardi, di cui 99,4 da sotto dichiarazioni dei redditi, 72,3 da lavoro nero irregolare, 18,2 miliardi da affiti in nero e 16,5 da veri e propri traffici illegali. C’ è poi il ministero dell’ Economia che nell’ ultima Relazione sull’ evasione fiscale e contributiva ha calcolato un tax gap (tasse dovute e non versate) di 108,9 miliardi. Nello stesso documento si può anche verificare il tasso di nero per ogni singola imposta. E qui il discorso diventa prezioso per chi sta pensando di fare soldi con l’ aumento dell’ Iva. La Relazione del Tesoro dimostra, numeri alla mano, che il gettito lordo dell’ imposta sui consumi segue un andamento inversamente proporzionale al livello delle imposte. State bene attenti: tra il 2013 e il 2014 l’ aliquota Iva, sempre grazie ad una simpatica clausola di salvaguardia, è passata dal 21 al 22%. Ebbene il totale non versato è passato da 34,7 a 36,4 miliardi, con un tasso di evasione passato dal 27,1 al 27,8%. Ecco la verità: piaccia o no, l’ aumento dei balzelli non farà che aumentare il nero. Un po’ per necessità. Un po’ per vizio. Un po’ per rabbia. Se l’ unica soluzione che trova la politica per far tornare i conti è sempre quella di spremere i contribuenti, perché devo chiedere la fattura all’ idraulico che mi aggiusta il rubinetto? riproduzione riservata.

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