6 Novembre 2003

SCUOLE SICURE: A SAVONA TRAGEDIA MANCATA. I GENITORI CHIEDANO I DANNI

    LA DIFFIDA DEL CODACONS INVIATA A DICEMBRE SCORSO AL MINISTERO DELL`ISTRUZIONE COMINCIA A DARE I SUOI FRUTTI . MA I FRUTTI SONO QUELLI GIUSTI? LE NORME TECNICHE ALLE QUALI GLI ADEGUAMENTI POSSONO FARE RIFERIMENTO SONO ORAMAI VETUSTE E RISALGONO AL LONTANO 1975. DI QUESTO PASSO CONTINUEREMO AD AVERE EDIFICI SCOLASTCI CONCETTUALMENTE E NORMATIVAMENTE GIA` VECCHI

    IL TUTTO IN BARBA AI CONCETTI SANCITI DAL D. LGS. 626/94 E VANIFICANDO COSI` GLI SFORZI ECONOMICI PROFUSI








    Dopo il crollo di ieri nella scuola di Savona, che ha provocato il ferimento di 6 alunni, il Codacons torna a puntare il dito sulla sicurezza negli istituti scolastici, invitando anche i genitori della scuola protagonista del crollo del controsoffitto a chiedere il risarcimento dei danni.

    Complimenti, restauriamo gli edifici scolastici tenendo conto degli indici di edilizia scolastica, di urbanistica e della didattica risalenti al 1975 e previsti dal D.M. LL.PP. del 18 dicembre 1975 ancora in vigore, guarda caso la stessa Legge sulla quale si basano le somme recentemente stanziate dal MIUR. Della serie, stanziamo i soldi ma non interessiamoci di come vengono spesi.
    E` pacifico che gli Enti Locali proprietari degli edifici scolastici, in mancanza di nuove norme tecniche, possono fare riferimento solo a quelle esistenti e mantenute in vigore da una Legge dello Stato per non creare un pericoloso vuoto normativo. Il risultato sarà che i lavori di adeguamenti degli edifici verranno fatti secondo le vecchie norme e non secondo gli ultimi principi sanciti in materia di igiene e sicurezza i quali non risultano ancora emessi. Il gatto continua a mordersi la coda e gli utenti del servizio scolastico continuano a studiare in scuole fatiscenti.

    La parte terza della carta dei servizi scolastici obbliga le scuole a fornire un ambiente confortevole, igienico e sicuro. Per raggiungere questo scopo auspica l`interessamento dei genitori, dei comitati e delle associazioni di tutela dei consumatori e degli utenti. Tutto questo viene puntualmente e sistematicamente ignorato sia da parte delle istituzioni scolastiche locali e sia da quelle centrali.

    Il MIUR non può ignorare la necessità di emettere urgentemente le normative tecniche quadro di cui all`art. 5 comma 1 della Legge nr. 23/96, alle quali le regioni, a norma del successivo comma 2, sono obbligate a fare riferimento per emettere le norme tecniche specifiche, sia perché ha dimostrato di ben conoscere la legge nr. 23/96 e sia perché il CODACONS, con diffida del dicembre scorso, gli ha ricordato tale obbligo e necessità.

    Domanda: Il MIUR, prima di stanziare ulteriori soldi che sicuramente verranno utilizzati in lavori che nell`immediato futuro potrebbero risultare non idonei, non potrebbe fare uno sforzo ed emettere le nuove norme tecniche quadro di edilizia scolastica la cui procedura è sicuramente ferma in qualche stanza del MINISTERO? Chi ci guadagna da questa operazione? Gli utenti ed i lavoratori del settore scuola sicuramente no!

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