Scuole, si riapre ma c’è l’opzione di seguire da casa
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fonte:
- la Repubblica
E’ la quattordicesima ordinanza sulla scuola ai tempi del Covid in Puglia. E ancora una volta, ai genitori degli studenti pugliesi sarà permesso scegliere se i loro figli seguiranno le lezioni in presenza o a distanza. Le scuole fino alla prima media, quindi, da domani e fino al 30 aprile riapriranno, come stabilito dal governo anche per le regioni in zona rossa, ma le famiglie potranno decidere se tenere i ragazzi a casa. La scelta, si precisa nell’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Michele Emiliano, potrà essere fatta una volta sola per tutto il periodo. A motivarla sono i numeri. Dalla relazione tecnica che è stata allegata all’ordinanza emerge che in Puglia la curva epidemica mostra ancora un andamento in salita, con un incremento dei nuovi positivi che interessa tutte le fasce di età con l’eccezione dei bambini fra zero e cinque anni. La variazione più rilevante che riguarda i contagi tra la popolazione scolastica è quella che interessa le fasce di età 14- anni (+43 per cento a marzo e +16 per cento nell’ultima settimana), già caratterizzata da un elevato tasso di incidenza settimanale di 323 casi ogni 100 mila abitanti, e 11- anni (+60 per cento a marzo, +9 per cento nell’ultima settimana). «Sulla salute dei bambini e dei ragazzi non si scherza. nemmeno si può sottacere il disastro che la didattica a distanza, in un anno di pandemia, ha causato e che potrebbe ancora causare», dice la virologa e professoressa di igiene dell’Università di Bari, Maria Chironna, responsabile del laboratorio molecolare Covid del Policlinico. Secondo la virologa barese, per pensare a una riapertura delle scuole in presenza senza contribuire a una impennata dei contagi è necessario «assicurare uno screening continuo per individuare tutti i positivi asintomatici o paucisintomatici» e «un contact tracing adeguato ed efficace per spegnere sul nascere tutti i possibili focolai epidemici», ricordando però che «questa attività è saltata». da tempo. ancora, bisognerebbe «assicurare un distanziamento fisico idoneo e un uso costante e corretto di mascherine per garantire che la variante inglese, molto più contagiosa e diffusibile, non possa facilmente saltare da un soggetto a un altro» e «assicurare una adeguata ventilazione delle aule affinché non si accumuli bio- contenente particelle virali». questo proposito si chiede se «abbiamo queste aule che garantiscano lo svolgimento della didattica in sicurezza». Non ultimo, Chironna pone il tema dei vaccini: «Allo stato attuale non ne abbiamo per bambini e ragazzi. Quale prezzo, dunque, siamo disposti a pagare in termine di contagi, casi gravi e decessi per mantenere la didattica in presenza?”» Come era prevedibile, accanto alle riflessioni di chi si pone domande sul rischio sanitario legato alla riapertura delle scuole senza le adeguate condizioni di sicurezza c’è chi torna a tuonare contro il provvedimento regionale. Il Codacons Lecce, per esempio, protagonista negli ultimi mesi di vari ricorsi ordinanze sulla cosiddetta «didattica a scelta» che adesso chiede al presidente Emiliano di ritirare il provvedimento in vigore da domani, accusandolo di «esorbitare dai propri poteri». A giudizio di Roberto Romito dell’Anp Puglia, l’associazione dei dirigenti scolastici, «come nel gioco dell’oca siamo tornati alla casella di partenza, ossia alle ordinanze di ottobre- con la didattica a distanza a scelta delle famiglie. Credo — dice Romito — che da parte governativa abbiano qualcosa a che dire rispetto all’ordinanza pugliese, l’unica regione fra quelle che da domani staranno in zona rossa ad adottare una misura del genere».
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