24 Febbraio 2021

Scuole, l’ordinanza è sospesa dal Tar Emiliano: le famiglie scelgano se tornare

L’ordinanza  sulle  scuole  avrebbe  dovuto  essere  «coerente  con  la  classificazione  del  livello  di  gravità  dell’emergenza  che  dall’  febbraio  vede  la  Puglia  in  zona  gialla»:  il  Tar  ha  sospeso  l’ordinanza  con  cui  il  governatore  Michele  Emiliano  fino  al  marzo  aveva  imposto  la  didattica  distanza  tutte  le  scuole  (compresi  asili  nidi)  ha  bacchettato  duramente  l’impostazione  della  Regione.  Il  risultato  è  il  caos  totale.  Tra  le  famiglie,  che  non  sanno  come  comportarsi  da  oggi,  tra  dirigenti  scolastici  catapultati  nell’organizzazione  dei  turni  per  le  scuole  superiori.  Tra  gli  uomini  di  fiducia  del  presidente,  convocati  in  serata  in  tutta  fretta  per  una  riunione  che  si  è  conclusa  con  la  preparazione  di  una  nuova  ordinanza.  Le  nuove  regole  «Viene  reintrodotto  il  diritto  alla  scelta  della  didattica  integrata  distanza  da  parte  delle  famiglie  che  ne  faranno  richiesta,  nell’esercizio  del  diritto  alla  salute  di  ciascuno  studente  per  evitare  che  qualcuno  possa  essere  costretto  frequentare  in  presenza  nonostante  la  grave  pandemia  in  atto»,  ha  spiegato  Emiliano  annunciando  la  nuova  ordinanza  «temporalmente  collegata  alla  campagna  vaccinale  nelle  scuole».  Fra  rilevi  mossi  dal  Tar  c’era  l’efficacia  limitata  dell’atto  del  20  febbraio  (fino  al  marzo),  che  certamente  non  poteva  coincidere  con  l’esecuzione  della  campagna  vaccinale.  Il  presidente  resta  convinto  che  la  sua  impostazione  serva  «a  salvare  la  vita  al  personale  della  scuola,  in  vista  dell’esplosione  della  pericolosissima  variante  inglese».  Emiliano  ha  anche  annunciato  che  il  decreto  del  tribunale  amministrativo  sarà  impugnato,  «perché  provvedimenti  del  giudice  non  si  discutono»,  che  «sarà  ri-  il  limite  del  50  per  cento  alla  presenza  contemporanea  nelle  classi».  «Sono  costretto  intervenire  per  evitare  che  le  scuole  siano  improvvisamente  invase  da  tutti  gli  studenti  in  presenza,  in  mancanza  di  provvedimenti  di  regolazione  sanitaria,  con  danno  gravissimo  per  la  salute  del  personale  scolastico  in  piena  pandemia  da  variante  inglese»,  ha  detto.  La  sostanza  è  che  la  palla  ritorna  alle  famiglie.  Ma  nelle  scuole  primarie  dell’infanzia  si  potrà  arrivare  alla  presenza  di  tutti  gli  alunni,  mentre  nelle  superiori  al  75  per  cento,  così  come  prevede  il  decreto  del  presidente  del  consiglio  del  14  gennaio.  La  sospensione  del  Tar  Proprio  sul  Dpcm  di  gennaio  il  giudice  Oronzo  Ciliberti  aveva  fatto  leva  per  bloccare  l’ordinanza  regionale,  su  richiesta  di  alcuni  genitori  del  Codacons.  «Il  compito  della  definizione  dei  diritti  connessi  all’istruzione  spetta  allo  Stato»,  ha  scritto,  precisando  poi  che  in  questa  situazione  emergenziale  le  misure  più  restrittive  sono  consentite,  ma  devono  essere  ancorate  al  livello  di  gravità  dell’emergenza  in  ambito  regionale.  Una  gravità  che  il  Tar  non  ha  riscontrato  nella  classificazione  di  regione  gialla  che  invece  Emiliano  aveva  connesso  al  diffondersi  della  variante  inglese.  giudici  amministrativi  già  novembre  avevano  bocciato  un’ordinanza  della  Regione  sulla  scuola.  Le  ragioni  del  governatore  La  decisione  di  bloccare  le  scuole  era  stata  presa  il  20  febbraio:  «La variante  inglese  rappresenta  un  elemento  di  pericolosità  per  la  salute  pubblica  — aveva  spiegato  Emiliano  — Cerchiamo  di  trovare  equilibrio  tra  diritto  alla  salute  allo  studio».  Tradotto  significava  l’ordinanza  56,  in  vigore  dal  22  febbraio  al  marzo  in  base  alla  quale  il  100  per  cento  delle  attività  scolastiche  si  doveva  svolgere  in  modalità  digitale  integrata,  riservando  la  possibilità  della  presenza  ad  alunni  con  disabilità  bisogni  educativi  speciali  coloro  che  «per  ragioni  non  diversamente  affrontabili»  non  avessero  la  possibilità  di  partecipare  alla  did.  Le  presenze  comunque  non  potevano  superare  il  50  per  cento.  La  novità  rispetto  alle  ordinanze  precedenti  era  che  veniva  tolto  alle  famiglie  il  peso  della  scelta  affidato  ai  dirigenti  scolastici.  «Vogliamo  che  le  famiglie  possano  riportare  loro  figli  scuola  quando  il  piano  vaccinale  sul  personale  si  completerà  per  ogni  singolo  plesso,  partire  dall’infanzia  questo  modo  possiamo  ridurre  le  occasioni  di  contagi»,  aveva  aggiunto  l’assessore  alla  Sanità,  Pierluigi  Lopalco.  Quest’ultimo  dopo  la  decisione  presa  ieri  dal  Tar  ha  ribadito:  «Continuo  essere  convinto  che  la  didattica  in  presenza,  in  questo  momento,  rappresenti  un  acceleratore  del  contagio,  soprattutto  delle  nuove  varianti».  Alcune  scuole,  nel  caos  di  decreti  ordinanze,  hanno  disposto  che  per  oggi  continui  la  didattica  integrata  digitale:  «Dati  tempi  troppo  stretti,  dovendo  organizzare  gruppi  in  presenza,  le  attività  didattiche  si  svolgeranno  distanza.  Seguirà  relativa  circolare»  ha  scritto  per  esempio  la  preside  dell’istituto  Panetti-  di  Bari,  Eleonora  Matteo. 
Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox