5 Marzo 2020

Scuole, lezioni sospese da oggi fino al 15 marzo Si valuta la teledidattica

 

Massimiliano IAIA È stato il governo stesso a mettere fine alla confusione venutasi a creare sulle aperture delle scuole, tra provvedimenti impugnati, decisioni in autonomia dei sindaci e inviti alle famiglie a non portare i figli in classe. Il governo ha infatti deciso la sospensione delle attività scolastiche e universitarie da oggi fino al 15 marzo. È questa la misura più importante, ma non l’ unica, prevista nel nuovo decreto sull’ emergenza coronavirus. Sospese in tutto il paese, come già accaduto per le zone rosse, manifestazioni ed eventi «di qualsiasi natura» e «in qualsiasi luogo»; partite e competizioni sportive, compresa la serie A, a porte chiuse. Niente congressi medici. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 – è scritto nel decreto -, sull’ intero territorio nazionale sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità». Sospese le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Lo sport riprenderà, ma a porte chiuse. Nel prossimo weekend saranno recuperate le partite rinviate lo scorso fine settimana per il coronavirus: tra queste, anche Juventus-Inter. Non giocherà il Lecce, che aveva regolarmente disputato il turno domenicale nella sfida del Via del Mare contro l’ Atalanta. Sono sospesi – è scritto nel decreto – gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito lo svolgimento degli eventi, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’ interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’ aperto senza la presenza di pubblico; le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus Covid-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’ aperto ovvero all’ interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto delle norme igieniche. Ma inevitabilmente a far discutere maggiormente è la decisione di chiudere le scuole per dieci giorni di fila. Un provvedimento che, al di là della necessità a scopo precauzionale, pone diversi problemi ai genitori, in particolare quelli con figli piccoli e senza nonni a disposizione. Al Governo a chiedere risposte esplicite, concrete, sostanziali e forti è soprattutto il Forum delle Famiglie che propone smart-working, flessibilità lavorativa, lezioni on-line, ma anche fondi per poter pagare le baby-sitter. Il Moige sollecita la possibilità che uno dei due genitori possa avere diritto a permessi obbligatori retribuiti perché la chiusura delle scuole non è una scelta dei genitori ma sono i genitori a doverla gestire. Per il Codacons l’ esecutivo, invece, deve concedere sgravi fiscali e la sospensione degli obblighi contributivi per chi sarà costretto a ricorrere a baby sitter. Intanto in serata, in una nota l’ Università del Salento ha fatto sapere che nei prossimi giorni, agli studenti saranno fornite indicazioni per la frequenza in teledidattica di alcuni insegnamenti. Sono momentaneamente sospesi anche gli esami, in attesa di definire modalità organizzative idonee per garantirne lo svolgimento. Resteranno aperti gli edifici universitari, gli uffici e i servizi. La sfida del coronavirus «non ha colore politico, è una sfida di tutti e chiama a raccolta l’ intera nazione, una nazione che non si arrende». Nel giorno forse più difficile per il governo dallo scoppio dell’ emergenza Covid-19, il premier Giuseppe Conte, in un messaggio erga omnes via Facebook,ha tentato di stoppare allarmismi e fughe in avanti della politica. Lo ha fatto poche ore dopo l’ annuncio della chiusura di scuole e università fino al 15 marzo e dopo aver assicurato aiuti a lavoratori e imprese alle parti sociali giunte a Palazzo Chigi. Ma i 3,6 miliardi pensati qualche giorno fa per il decreto sulle misure economiche potrebbero non bastare. «Chiederemo all’ Ue tutta la flessibilità necessaria, e l’ Europa dovrà venirci incontro», sottolinea non a caso Conte. L’ aria, a Palazzo Chigi, è quella dell’ emergenza. La preoccupazione che il sistema sanitario non regga esiste, così come cresce la sensazione che, per risollevare l’ economia italiana, servirà più di un decreto e ben più di 3,6 miliardi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
massimiliano iaia

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